Una torta, che una zia della famiglia Di Vita avrebbe portato nella casa di Pietracatella nelle ore precedenti al Natale.
Le piste aperte sono ancora diverse. Lo dicono fonti investigative che confermano di aver ormai stretto il cerchio attorno a pochissime persone. Almeno quattro i sospettati, ma non più di cinque e possibili moventi sui quali si stanno concentrando le indagini.
Dopo aver sentito altri parenti stretti, il capo della Mobile Marco Graziano e la Procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, sono tornati in paese per sentire la madre di Gianni Di Vita. Ospite di una casa di riposo, l’anziana ha riposto alle domande sulla torta che, a quanto si è appreso, avrebbe mangiato anche la donna oltre che altri componenti della famiglia.
Ma la ricostruzione delle ultime ore trascorse insieme a partire dal 23 dicembre, nello stabile sotto sequestro, ha riguardato anche pranzi e cene consumati alla Vigilia e il giorno di Natale.
La madre di Gianni Di Vita, prima del sequestro della palazzina di via Risorgimento, abitava al piano terra dove durante le feste di Natale si sarebbe consumato almeno un pasto.
Intanto, in via Tiberio parenti, amici e conoscenti continuano a varcare il cancello della Questura, come persone informate dei fatti. Davanti agli agenti della Mobile dovrebbe essere riconvocata nelle prossime ore anche Laura Di Vita. La cugina di Gianni che, oltre ad avere un rapporto di parentela con l’ex sindaco del paese, lo ha ospitato in casa sua fino a pochi giorni fa insieme alla nipote Alice, dal momento della tragedia che si è abbattuta su Pietracatella.
Anche per lei, come per il cugino, si tratterà della terza audizione come testimone.



