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giovedì, Aprile 30, 2026

La Struttura Commissariale adotta il nuovo Programma Operativo Sanitario

AperturaLa Struttura Commissariale adotta il nuovo Programma Operativo Sanitario

Nuovo Programma operativo sanitario per il triennio 2026-2028: con il decreto numero 62, la struttura commissariale ha adottato il documento che ridisegna l’intero sistema sanitario regionale. Il piano sostituisce integralmente quello approvato lo scorso febbraio e recepisce le prescrizioni vincolanti del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia, dopo il passaggio ai tavoli tecnici. Si tratta di un intervento ampio, che interviene su tutta l’organizzazione: dalla rete ospedaliera all’assistenza territoriale.
Il provvedimento rientra nel percorso previsto dalla legge di Bilancio, che lega l’erogazione delle risorse statali al raggiungimento degli obiettivi fissati. Sono previsti 45 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 per il ripiano del disavanzo sanitario. Fondi che sono subordinati all’approvazione definitiva del provvedimento da parte dei Ministeri affiancanti.
Tra i punti centrali del programma, la riconversione dell’ospedale Caracciolo di Agnone: da presidio di area disagiata diventerà Ospedale di Comunità, con attività a bassa intensità assistenziale e un Punto di Primo Intervento per le emergenze.
A Termoli, invece, entro il 31 ottobre 2026 è prevista la disattivazione del laboratorio di emodinamica del San Timoteo, con una conseguente riorganizzazione dei percorsi verso altri centri.
A Isernia il piano prevede la chiusura del punto nascita del Veneziale e l’attivazione di un Centro maternità, in linea con gli standard nazionali. Per questa misura sarà comunque necessario un atto attuativo che ne definisca tempi e modalità.
Confermato il ruolo centrale del Cardarelli di Campobasso, che resta hub regionale e Dea di primo livello, punto di riferimento per la gestione delle emergenze e delle reti tempo-dipendenti. Sempre a Campobasso, previsto un ridimensionamento dell’accreditamento di alcune aziende sanitarie private.
Accanto alla riorganizzazione degli ospedali, il piano punta anche sul rafforzamento della sanità territoriale: previste tredici Case di Comunità, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e l’attivazione del numero unico.
Si apre ora la fase attuativa: il passaggio decisivo per tradurre le misure previste in servizi concreti, personale e nuovi modelli organizzativi su tutto il territorio regionale.

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