C’è un nuovo colpo di scena nell’inchiesta sul giallo di Pietracatella. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli titolare dell’inchiesta sulle morti di Sara di vita e di sua madre Antoenlla di Jelsi è da qualche ora a Pavia. Stamattina al Maugeri ha incontrato i vertici del centro antiveleni che nelle settimane scorse ha scoperto la presenza della ricina nel sangue delle due donne. Stando a quanto si apprende la trasferta fino in Lombardia della procuatrice è dovuta all’affidamento di nuovi incarichi al centro di eccellenza diretto da Carlo Locatelli. Dunque gli investigatori hanno di nuovo bisogno degli esperti per ch iarire altri aspetti della vicenda. E mentre Pavia si svolgeva l’incontro con la Antonelli stamattina a Campobasso invece i riflettori erano puntati sull’Iphone di Alice di Vita, sorella e figlia delle due donne morte dopo Natale. Gli avvocati dei medici indagati e delle parti offese sono arrivati in via D’Amato – nella sede della polizia giudiziaria – intorno alle 9 e mezza e sono usciti due ore più tardi. Sono durate un paio di ore le operazioni per l’acquisizione dei dati dal telefono della 18enne. Lo smartphone è stato ‘aperto’ e sono stati prelevati i dati relativi agli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile: le chat tra Alice, i suoi genitori, sua sorella Sara e altri amici o parenti, mail, conversazioni attraverso i social, siti web visitati e rilevazione delle posizioni. Infine sono stati acquisiti anche gli appunti contenuti nelle ‘note’ del telefono dove la ragazza avrebbe appuntato gli alimenti consumati in casa nelle ore precedenti la tragedia.




