“In Italia lo scorso anno ci
sono stati 7-8 casi di intossicazioni da ricina, casi di
ingestioni accidentali di piccole quantità e nessuno è
deceduto”. Lo ha rivelato il direttore del Centro Antiveleni Maugeri di
Pavia Carlo Locatelli partecipando stasera alla trasmissione di
La7 IgnotoX sul caso di Pietracatella. “Quelle persone – ha
aggiunto – avevano mangiato dei semi di quella pianta. Ricordo
che nel nostro paese il ricino cresce in modo
spontaneo”.
Locatelli ha poi citato un altro caso affrontato dal Maugeri.
”Anni fa ci siamo occupati della morte di alcuni cani per la
presenza della ricina in un concime per le piante e in
quella
circostanza abbiamo fatto ritirare il prodotto dal mercato”.
Infine il direttore del Centro Antiveleni ha risposto ad una
domanda su Gianni Di Vita, padre e marito delle due
vittime: “Ai
nostri test ripetuti più volte è risultato negativo alla ricina,
ma il campione non era stato inizialmente conservato da noi.
Quando passano dei mesi dall’ingestione di un
veleno di questo
tipo e il campione non viene protetto in un certo modo è anche
possibile che le tracce del veleno svaniscano”.




