Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Antonello Fiore, geologo e Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale
“Nel 2021 la Regione Molise annunciava l’imminente gara di progettazione per il consolidamento idrogeologico del versante Nord-Est a valle dell’abitato, con un impegno economico complessivo di oltre 40 milioni di euro, uno dei più ingenti investimenti mai stanziati in Italia per la mitigazione dei rischi di dissesto. Tuttavia, come evidenziano anche le statistiche della Corte dei Conti, mediamente servono cinque anni dalla progettazione alla completa realizzazione delle opere necessarie. Nel caso di Petacciato, il bando per l’affidamento congiunto di progettazione esecutiva e realizzazione dell’intervento è stato pubblicato solo a dicembre 2025, a fronte di eventi che richiederebbero interventi ben più tempestivi”.
“Dopo giorni di piogge intense, si sono riattivate le frane lungo il “Corridoio Adriatico”, isolando di fatto la Puglia e imponendo un grave blocco ai collegamenti fondamentali tra nord e sud-est del Paese. Il crollo del ponte sulla Strada Statale 16, al confine tra Molise e Abruzzo sul Fiume Trino, ha già segnato una prima ferita infrastrutturale. A questa si è aggiunta la riattivazione della frana a Petacciato, che ha imposto, per principio di precauzione, l’interruzione della ferrovia e dell’autostrada A14 nel tratto tra Vasto Sud e Termoli. Questo isolamento risulta particolarmente grave per la Puglia perché, a differenza di quanto avvenuto nel 2010 con la frana di Montaguto, non esistono valide alternative viarie e la durata della sospensione dei servizi, sia per persone che per merci, è ancora incerta.
Un dato emblematico riguarda proprio la gestione dell’emergenza in zona Petacciato: già nel 2021 la Regione Molise annunciava l’imminente gara di progettazione per il consolidamento idrogeologico del versante Nord-Est a valle dell’abitato, con un impegno economico complessivo di oltre 40 milioni di euro, uno dei più ingenti investimenti mai stanziati in Italia per la mitigazione dei rischi di dissesto. Tuttavia, come evidenziano anche le statistiche della Corte dei Conti, mediamente servono cinque anni dalla progettazione alla completa realizzazione delle opere necessarie. Nel caso di Petacciato, il bando per l’affidamento congiunto di progettazione esecutiva e realizzazione dell’intervento è stato pubblicato solo a dicembre 2025, a fronte di eventi che richiederebbero interventi ben più tempestivi.
Il cambiamento climatico accelera la frequenza e l’intensità di fenomeni meteorologici estremi, primo fra tutti le piogge che provocano frane e alluvioni. Il sistema amministrativo e le procedure di pianificazione risultano dunque spesso incapaci di sostenere la rapidità con cui si manifestano i disastri, lasciando le regioni vulnerabili come la Puglia esposte a lunghi periodi di isolamento e crisi economica. Questo scenario impone un urgente cambio culturale nella gestione del territorio, con una programmazione e una prevenzione più efficaci e rapide, capaci di rispondere alle nuove sfide di un Paese geologicamente fragile e ormai sempre più soggetto a eventi estremi quali frane, mareggiate e alluvioni. Solo così sarà possibile proteggere infrastrutture fondamentali e garantire la continuità dei collegamenti indispensabili per il benessere e lo sviluppo economico regionale e nazionale”.
Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale.



