Una pianta non facile da reperire. Ma nemmeno molto conosciuta. Tanto da essere utilizzata perfino dai servizi segreti, perché molto difficile da rilevare durante l’autopsia.
Il Kgb la impiegò per assassinare un giornalista bulgaro alla fine degli anni ’70. Gli 007 modificarono la punta di un ombrello e gli iniettarono una piccolissima dose in una gamba.
Ma la ricina, come veleno biologico potentissimo, è stata testata anche come potenziale agente per le armi chimiche. Da Al Quaida all’esercito degli Stati Uniti, hanno verificato la tossina sprigionata dal seme di questa pianta.
Resa famosa al grande pubblico grazie alla nota serie Tv Breaking Bad.
Ma dai semi si estrae anche olio, utilizzato soprattutto dall’industria cosmetica.
E una volta estratto l’olio, il residuo solido dei semi, i panelli di ricino, vengono impiegati in agricoltura biologica come concime organico azotato e, secondariamente, come repellente naturale per le talpe.
Quanti agricoltori conoscono queste tecniche? E qualcuno le usa? Alcuni prodotti derivanti dalla ricina sono di facile reperibilità, ma solo i semi, attraverso un particolare trattamento, si trasformano in una tossina micidiale, i cui effetti diventano letali anche in dosi minime.
Solo nel 2011, alcuni studiosi austriaci hanno isolato la sostanza killer, per la quale non è ancora pronto un antidoto.
Tutto questo è disponibile attraverso ricerche sul web. Trovare semi di ricina e trasformarli è roba da dark web, la zona nascosta di internet accessibile a pochi. Un’altra pista che non viene trascurata da chi sta indagando sull’avvelenamento di Antonella e Sara.




