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martedì, Marzo 31, 2026

Ordine Infermieri: “Aggressione al Cardarelli, emergenza violenze”

AttualitàOrdine Infermieri: “Aggressione al Cardarelli, emergenza violenze”

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Campobasso Isernia relativo all’ episodio di violenza triage PS Ospedale Cardarelli Campobasso.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Campobasso Isernia condanna il grave episodio di violenza verificatosi presso il triage del Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, ai danni di un’infermiera in servizio.

Si tratta dell’ennesimo atto inaccettabile in un contesto già fortemente critico come quello dell’emergenza-urgenza.

La dinamica dell’aggressione, avvenuta prima ancora dell’arrivo in ospedale della paziente, evidenzia un clima di tensione crescente che non può più essere ignorato. La violenza contro gli operatori sanitari è un fenomeno in aumento.

I dati FNOPI indicano che oltre il 50% degli infermieri ha subito almeno un’aggressione e circa il 70% degli episodi è di natura verbale.

Ancora più allarmanti i dati più recenti: su 6.232 professionisti, 2.771 (44%) hanno dichiarato aggressioni nell’ultimo anno, per un totale di oltre 12.000 episodi, con una media di circa 6 aggressioni annue per operatore, soprattutto nei pronto soccorso, reparti e servizi territoriali.

Preoccupa inoltre che molte aggressioni non vengano formalmente segnalate, rendendo il fenomeno più esteso di quanto emerga dai dati ufficiali.

Ogni aggressione compromette la sicurezza degli operatori e la qualità dell’assistenza, incidendo sull’intero sistema di cura. È necessario un intervento concreto su più livelli: rafforzamento delle misure di sicurezza, miglioramento dell’organizzazione dei servizi e maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

In questo contesto, è fondamentale che tutti gli operatori sanitari siano chiaramente identificabili, a garanzia di trasparenza, tutela professionale e corretto rapporto con l’utenza.

L’OPI Campobasso-Isernia esprime piena solidarietà alla collega aggredita e ribadisce che la sicurezza degli operatori sanitari è una condizione imprescindibile per garantire il diritto alla salute dei cittadini.

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