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Campobasso
martedì, Marzo 17, 2026

Il treno dei sogni

EditorialiIl treno dei sogni

di Agostino Rocco*

È fin troppo facile ironizzare sullo stato disastroso delle nostre ferrovie. Indecenti.
Purtroppo il Molise ha una classe politica del tutto inconsistente, inesistente.Le ferrovie in Molise sono diventate il simbolo del fallimento della politica infrastrutturale, che non esiste, con linee chiuse per anni, cantieri eterni, autobus sostitutivi inefficaci al posto dei treni. Oggi intere tratte sono ferme e il capoluogo regionale, Campobasso, è del tutto isolato, senza collegamenti ferroviari operativi col resto del mondo.
La riapertura della linea tra Campobasso e Isernia, chiusa dal 2020 per lavori di elettrificazione, è stata rinviata più volte e oggi si parla addirittura di rinvii al 2028.
La trattaTermoli–Campobasso è stata sospesa da anni per lavori e frane, mentre altre linee sono utilizzate solo sporadicamente o per treni turistici.

Agostino Rocco

Il risultato è paradossale: in una regione già isolata, la ferrovia — che dovrebbe essere il collegamento fondamentale con il resto del Paese — spesso semplicemente non esiste più, di fatto.
Non è solo una questione tecnica o geografica, è il risultato di anni di rinvii, promesse non mantenute e responsabilità rimpallate tra Stato e istituzioni locali. Nel frattempo i cittadini viaggiano in autobus, male, mentre i cantieri restano aperti e le scadenze slittano. Le ferrovie molisane evidentemente non sono solo un problema di trasporti, ma il simbolo di come una parte d’Italia sia stata lasciata ai margini. Abbandonata.
Molise puozz esse accise, diceva Fred Bongusto.
*Giornalista, scrittore

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