Come anticipato la scorsa settimana, nessuna traccia di veleno nelle analisi condotte dall’Istituto Maugeri di Pavia sui campioni di sangue di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Mamma e figlia morte per una presunta intossicazione da cibo durante le feste di Natale.
Un caso sul quale la nebbia non si dirada, nemmeno dopo le migliaia di test condotti sulle provette inviate anche negli laboratori di Bologna e in Svizzera.
Il responsabile del Maugeri di Pavia, Carlo Locatelli, lo avrebbe preannunciato agli investigatori una decina di giorni fa. I veleni più noti, non sarebbero stati riscontrati dalle analisi del sangue. Una circostanza che sarà quasi certamente messa agli atti ufficiali, che tuttavia non sono ancora pervenuti alla Squadra Mobile di Campobasso.
Veleni esclusi anche dai test effettuati dai tecnici dell’istituto di zooprofilassi di Teramo che hanno preso in esame gli alimenti trovati in casa Di Vita. Conserve, funghi, formaggio e altro, passati sotto le lenti dei microscopi dei centri anti veleno, senza alcun risultato positivo.
Cosa ha provocato la morte di Sara, 17 anni rimandata per due volte a casa dai medici del Pronto soccorso del Cardarelli, a cui si era rivolta dopo essere stata visitata dalla guardia medica. Qualche sostanza letale che ha ucciso anche la madre, Antonella. Tutto fatto risalire, con molta probabilità , alla sera del 23 dicembre.
La soluzione del mistero, a questo punto, resta affidata all’esito dell’autopsia di Benedetta Pia De Luca.
Nel registro degli indagati per la morte delle due donne di Pietracatella, restano iscritti i nomi delle guardie mediche e dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale di Campobasso



