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martedì, Febbraio 17, 2026

UIL Molise su dati SVIMEZ: “Serve risposta politica a fuga talenti”

AttualitàUIL Molise su dati SVIMEZ: “Serve risposta politica a fuga talenti”

Il Report della Svimez ‘Un Paese, due emigrazioni’, presentato in collaborazione con Save the Children oggi a Roma, offre dati su cui è doveroso riflettere con attenzione e senso di responsabilità. Dal 2002 al 2024 quasi un milione di giovani under 35 ha lasciato il Mezzogiorno per trasferirsi nel Centro-Nord, e la quota di laureati tra questi migranti è salita dal 20% al 60%: un segnale chiaro che la mobilità non è più un fenomeno generico, ma una scelta sempre più guidata dalla qualifica. Il costo per il Sud è stimato in 6,8 miliardi di euro l’anno di investimento formativo disperso, una cifra che restituisce la dimensione reale della posta in gioco.

Il Molise si trova in questo quadro in una posizione particolarmente esposta. Con un tasso di occupazione dei laureati dell’81,6% — il più basso d’Italia — e retribuzioni medie che si fermano a 1.468 euro netti mensili, la regione fatica strutturalmente ad attrarre e trattenere le competenze che forma. Solo il 66,7% dei laureati in ateneo molisano trova impiego in regione entro tre anni dal titolo. Le proiezioni demografiche al 2050 completano il quadro: il Molise rischia di perdere quasi il 19,4% della propria popolazione, tra i cali più severi a livello nazionale.

Come UIL Molise leggiamo questi dati senza allarmismi, ma con la consapevolezza che ignorarli sarebbe un errore. La migrazione dei giovani qualificati è troppo spesso una risposta obbligata, non una scelta libera, e questa differenza deve orientare le politiche pubbliche. Guardiamo con interesse alle proposte del rapporto, in particolare al “Graduate Staying Premium”, uno strumento europeo di detassazione parziale dei redditi per i neolaureati che scelgono di lavorare nelle regioni in “trappola dei talenti”: uno strumento che potrebbe finalmente rendere economicamente conveniente restare. A livello locale, riteniamo urgenti interventi su borse di studio, welfare familiare, servizi per l’infanzia e agevolazioni per le imprese che assumono giovani qualificati in loco.

“I numeri del rapporto SVIMEZ” — dichiara il Segretario Gianni Ricci — “ci parlano di una regione che rischia di perdere la propria parte più vitale: quella dei giovani istruiti, delle donne qualificate, di chi ha investito anni nello studio e non trova qui le condizioni per mettere a frutto quel percorso. Non è fatalismo, è una dinamica che si può e si deve invertire con scelte politiche precise.

Su questo la nostra Organizzazione è mobilitata a tutti i livelli. La UIL nazionale ha fatto della questione meridionale e della fuga dei talenti un tema prioritario della propria agenda, portandolo con forza nei confronti con il Governo e nelle sedi europee: riteniamo che il tema della fuga dei cervelli vada affrontato con strumenti strutturali, non con interventi spot. Come UIL Molise raccogliamo questo impegno e lo traduciamo sul territorio: siamo disponibili a sedersi ai tavoli istituzionali, con le imprese, con l’università, con la Regione, per costruire risposte concrete e misurabili. Non ci limitiamo a segnalare le criticità: vogliamo essere parte attiva della soluzione. Il diritto a restare non è uno slogan, è una condizione di giustizia sociale che questa regione merita di vedere garantita.”

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