Riceviamo e pubblichiamo gli appunti di viaggi di Maurizio Palmieri, che stavolta racconta il Molise attraverso la musica
di Maurizio Palmieri*
La musica, una vera libridine
12 Luglio 1979. Termoli. Concerto di De Gregori e Dalla. Memorabile. Entrata 2.500 lire. Banana Republic. Musicassetta regalata a un amico. Ci si dovrebbe abituare a regalare ciò che piace, come chi fa con i libri, che legge e poi dona, evitando la collezione. Ma ciò si verifica raramente. Anzi si
tende addirittura a non prestare perché prevale l’attacca-
mento possessivo e morboso a quell’oggetto, che si considera cosa viva.
Un fenomeno che a me piace definire LIBRIDINE.
Ero con gli amici Gaetano e Giuseppe lo svizzero. Il cantautore romano avrebbe evitato la cittadina adriatica ma fu Dalla, già amante delle Tremiti, a non voler deludere i fan della costa. Due anni prima, a Campobasso, si esibì Antonello Venditti. Era di casa, visto il padre molisano. Presentò il disco Lilly. Musicassetta, insieme a quella de Sotto il segno dei pesci che pure regalai. Ero con amici liceali. Nel 1978 o ’79 era stata la volta di un giovanissimo Pino Daniele che, con il caro Nino, vedemmo a Vinchiaturo. Presentò Je so’ pazzo. Poco tempo dopo, il 27 giugno 1980, Pino aprì il con-certo di Bob Marley a Milano. Storico per me. Poi fu la volta dei concerti d’autore di Montefalcone Valfortore. Scoprimmo la loro esistenza io e Lino. Così nell’81 o ‘82 assi-stemmo al concerto di Eugenio Bennato e, questa data la ricordo bene, il 13 agosto del 1983, a quello grandioso dei Nomadi. Quelli di Augusto, non quelli di adesso che, pur essendo apprezzabili, risentono molto dell’assenza di una fi-gura così carismatica. Ad organizzare tali concerti era l’assessore comunale alla cultura, la fotografa ed artista Silvana Paoletti, che riuscì a stanziare qualche lira (cosa allora
non facile) per l’evento Questa estate insieme, che prevedeva anche convegni sull’emigrazione. Il nostro concerto iniziava con la trippa al sugo in una trattoria del posto e risate grasse con l’indimenticato Michele “Carcassino”. Per la pioggia, il gruppo iniziò a suonare solo alle 23 e 30. Allora ebbi il tempo per visitare la mostra dei quadri di Augusto. Ho il rimpianto di non averne comprato uno. Ma allora non avevo tante risorse…E forse è stata una fortuna.
Il 1984 segna l’inizio dei concerti dei grandi del rock. Iniziai col botto, col punk dei Clash. Nel 1985 toccò a Bruce Springsteen. Favoloso concerto milanese (ne accenno all’inizio del libro). Andai con il mio amico Tonino. E poi tutti gli altri concerti. Alla fine degli ‘80 iniziai a seguire il jazz. Più volte al festival umbro.
*Scrittore e docente


