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giovedì, Marzo 26, 2026

CISL: “Dal Muro di Berlino ai nuovi muri, lavoro come confine dell’umanità”

AttualitàCISL: "Dal Muro di Berlino ai nuovi muri, lavoro come confine dell’umanità"

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Coordinatore AST CISL Molise, Antonio D’Alessandro

«Quando nel 1989 il Muro di Berlino cadde, il mondo trattenne il fiato. Sembrava l’inizio di una stagione nuova: più aperta, più libera, più giusta. Si pensava che quel muro abbattuto avrebbe segnato la fine delle barriere, delle divisioni, delle paure. E invece, da allora, sono stati costruiti 8 milioni di chilometri di nuovi muri. Non solo muri fisici, ma muri politici, economici, tecnologici, culturali. Muri che non si vedono, ma che condizionano la vita quotidiana delle persone molto più dei blocchi di cemento di Berlino.»

Lo dichiara Antonio D’Alessandro, Coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale CISL Molise, commentando il clima globale e le ricadute sui territori più fragili.

«Viviamo in un mondo che ha rimesso al centro la parola protezione: protezione dei confini, dell’energia, dei dati, delle infrastrutture strategiche. La Legge di Bilancio si colloca esattamente dentro questo scenario: difesa nazionale ed europea, sicurezza dei metanodotti, tutela delle reti energetiche, blindatura delle informazioni digitali. Sono temi cruciali, perché senza energia, senza dati, senza sicurezza, un Paese non regge.

Ma c’è un rischio enorme: che mentre proteggiamo tutto, dimentichiamo di proteggere le persone.»

D’Alessandro precisa: «Nel Molise i muri non sono fatti di filo spinato. Sono fatti di solitudini, di salari insufficienti, di precarietà che diventa normalità, di giovani che partono perché non trovano un futuro possibile. Sono muri che non dividono Stati, ma dividono destini.»

Elenca i muri che ogni giorno i cittadini incontrano:

– il muro del lavoro povero

– il muro dei contratti brevi e instabili

– il muro delle competenze che mancano

– il muro delle imprese che non trovano personale

– il muro dei territori interni che si svuotano

– il muro della marginalità che avanza silenziosa

«Sono muri che non fanno rumore quando si alzano, ma fanno male quando li incontri. E non si abbattono con una ruspa: si abbattono con politiche giuste, con investimenti nelle persone, con una visione che tenga insieme sicurezza e dignità.»

«La CISL non è nata per alzare muri, ma per costruire ponti: tra lavoratori e imprese, tra generazioni, tra territori, tra fragilità e opportunità. Ma oggi siamo chiamati a muoverci in un mondo che alza barriere ovunque. La nostra responsabilità diventa doppia: proteggere il lavoro come bene comune e proteggere le persone come valore non negoziabile.»

D’Alessandro commenta: «Un Paese può difendere i metanodotti, ma se non difende i salari, non difende il futuro. Può blindare i dati, ma se non protegge i giovani che se ne vanno, perde la sua anima. Può investire nella sicurezza, ma se non investe nella dignità del lavoro, costruisce un muro invisibile tra chi ha e chi non ha.»

«Il nostro territorio vive tutto questo in modo amplificato. Qui ogni muro pesa di più: pesa la distanza dai grandi centri decisionali, pesa lo spopolamento, pesa la mancanza di infrastrutture, pesa la solitudine sociale. Eppure, proprio per questo il Molise è un luogo prezioso: perché mostra con chiarezza ciò che altrove si nasconde. Mostra che la vera sicurezza non è solo militare o energetica: la vera sicurezza è sociale.»

È sicurezza di un salario dignitoso.

È sicurezza di un contratto stabile.

È sicurezza di poter restare nella propria terra.

È sicurezza di non essere lasciati indietro.

«La CISL Molise porta avanti una convinzione semplice e radicale: la protezione delle infrastrutture non può sostituire la protezione delle persone. La nostra sfida è trasformare i muri in ponti, la paura in responsabilità, la difesa in coesione, la sicurezza in dignità. Perché un territorio è davvero sicuro solo quando chi lavora può vivere bene, quando i giovani possono restare, quando il lavoro non è una frontiera da attraversare ma una casa da abitare.»

D’Alessandro conclude: «Il Molise non chiede privilegi. Chiede di non essere sacrificato. Chiede politiche che non alzino nuovi muri, ma che aprano strade. E noi, come CISL Molise, continueremo a difendere il lavoro, le persone e la dignità di questa terra con determinazione e responsabilità. Perché un territorio vive finché qualcuno lo difende. E il Molise non sarà mai un territorio perduto finché avrà una voce che parla per lui.»

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