Mancano solo alcuni dettagli, la relazione sarà pronta entro fine mese.
Così Vittorio Fineschi ha annunciato il termine del suo lavoro per la fine di gennaio, quando depositerà in Tribunale all’Aquila le conclusioni sull’autopsia eseguita sul corpo di Francesca Ercolini.
Al momento, ha spiegato Fineschi, non è possibile anticipare nulla perchè tra le richieste della procura c’è anche quella delle condizioni in cui è stato trovato il corpo della giudice originaria di Campobasso.
Il corpo della Ercolini, è ancora a Roma e non è stato restituito alla famiglia dopo la riesumazione avvenuta a Riccia la scorsa estate.
Le parti si ritroveranno davanti al Gip dell’Aquila per l’incidente probatorio già fissato per il 26 febbraio.
Un caso, quello della morte di Francesca Ercolini, che in un primo momento era stato archiviato come suicidio. La donna era stata trovata senza vita nella sua casa di Pesaro, con un folulard legato al collo e annodato alla ringhiera della scala interna.
Ma sul suo ritrovamento esiste solo la versione del marito, oggi indagato insieme ad alcuni funzionari di polizia e al medico legale che eseguì la prima ispezione del cadavere.
Nei mesi scorsi, su incarico della procura dell’Aquila, i Ris di Roma sono tornati nella casa di Pesaro per ricostruire la scena del delitto, mentre i periti hanno tentato di aprire l’I-phone della Ercolini, ma i sistemi di protezione di quel tipo di cellulare non hanno consentito l’accesso.
Per capire cosa sia realmente accaduto il giorno dopo Natale di tre anni fa, la relazione di Vittorio Fineschi potrebbe dare le risposte che da tempo la famiglia di Francesca Ercolini che non ha mai creduto al suicidio attende.


