Si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’accusa è pesante: tentato omicidio. Ha scelto di non parlare, dunque, nell’interrogatorio di convalida in carcere a Campobasso il giovane di 20 anni arrestato a Campodipietra dai Carabinieri per aver pestato a sangue, mandandolo in ospedale, con gravissime ferite a volto e cranio, un uomo di 42 anni, del paese. Il ragazzo evaso dai domiciliari e in stato di alterazione, nella piazza del paese si è imbattuto nella vittima picchiandola in modo brutale. Carabinieri e Polizia, anche loro aggrediti dal ragazzo, sono riusciti a bloccarlo e arrestarlo. Assistito dal suo legale, Silvio Tolesino, il 20enne, nel penitenziario di Via Cavour, si è seduto di fronte giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso Veronica D’Agnone, ma non ha spiegato il perché del violento pestaggio. “Valuterò le carte, capirò perché l’ipotesi di reato è stata modificata e chiederò una misura cautelare meno afflittiva” ha detto il legale difensore.
Le immagini dell’aggressione, shoccanti, in dei video realizzati da alcuni ragazzi testimoni dell’accaduto, terrorizzati. “Non li ho visti” ha continuato Tolesino. Tutto è nelle mani dei Carabinieri che indagano, coordinato dal sostituto procuratore Vincenzo Chirico. Il 20enne arrestato, originario di Avezzano, viveva da tempo in Molise, nel capoluogo. Era dunque ai domiciliari a Campodipietra, in una casa affittata, per un’accusa di rapina aggravata con lesione in concorso con altri giovani del posto e un 50enne campano, avvenuta a Campobasso. Nel Parco XXV Novembre il 24 maggio dell’anno corso. Aggredirono e picchiarono, anche in quel caso con violenza inaudita, un uomo di 45 anni, al quale portarono via un orologio e un portafogli. Grazie alle indagini della Squadra Mobile, gli autori furono individuati e posti ai domiciliari. Tra loro, appunto, il giovane ancora una volta autore di un pestaggio.
Antonio, la vittima della brutale aggressione a Campodipietra, è ancora in ospedale, grave. Gli inquirenti stano visionando le telecamere in piazza e ascoltando testimoni e persone in qualcjhe modo informate dei fatti.


