“Riceviamo e pubblichiamo” una nota a firma di Stefania Passarelli.
L’elettrificazione dei treni, che avrebbe dovuto migliorare il settore dei trasporti e della mobilità molisana, rischia di non garantire i servizi sperati.
I lavori di elettrificazione e di ammodernamento delle ferrovie molisane presentavano tutte le caratteristiche dell’organicità atte a scongiurare l’isolamento della Regione e a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
La data del 19 gennaio 2026 portava con sé tutto il vento del cambiamento e della ‘rinascita’ della mobilità molisana, eppure rischia di essere ricordata come una piccola beffa, impantanata com’è nel vuoto degli orari (il vero paradosso) niente affatto accessibili per tutti coloro che, come gli studenti e i lavoratori, devono raggiungere Isernia per svolgere le loro mansioni.
Il nuovo piano orario che entrerà in vigore dal 20 gennaio, presenta una programmazione letteralmente paradossale, poiché nella fascia di punta mattutina, Trenitalia ha previsto due corse quasi simultanee: un treno alle 06:24 e un bus sostitutivo alle 06:30. Il mistero degli orari ravvicinati s’infittisce ancora di più se si considera che dopo la corsa delle 06:30 risulta esservi un vuoto di circa un’ora e mezza, essendo il collegamento successivo previsto solo alle 08:06, un orario che condanna inevitabilmente gli studenti al ritardo e alla perdita delle prime ore di lezione.
È abbastanza incredibile che dopo aver speso milioni di euro per l’elettrificazione e l’acquisto di nuovi treni elettrici, il servizio offerto ai cittadini peggiori inequivocabilmente, facendo addirittura rimpiangere il servizio sostitutivo su gomma. Eppure la soluzione è talmente semplice e quasi banale: basterebbe posticipare la partenza di uno dei mezzi in un orario che sia compreso tra le 7:00 e le 7:30. Si tratterebbe, difatti, di una modifica a costo zero ma che risolverebbe il disagio di tanti pendolari.
In una intervista di qualche tempo fa il sottosegretario Niro affermava che “i molisani sono disamorati rispetto al treno e il mio obiettivo è farli riappassionare al trasporto ferroviario”. Quale occasione migliore per poter mettere a punto questa aspirazione, venendo incontro ai cittadini e agli studenti garantendo in particolare a questi ultimi, anche sotto tale forma, il rispetto del diritto allo studio sancito dalla Costituzione.


