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martedì, Gennaio 13, 2026

Intervento record al Cardarelli: rimossa una massa tumorale da 15 chili

AperturaIntervento record al Cardarelli: rimossa una massa tumorale da 15 chili

Un caso clinico ai limiti dell’incredibile quello risolto nei giorni scorsi all’ospedale di Cardarelli di Campobasso. E’ stata rimossa una gigantesca massa tumorale dal peso di oltre 15 chilogrammi a una donna di 70 anni. “Un intervento – evidenzia l’Asrem – di altissima complessità che conferma il presidio molisano come punto di riferimento per la chirurgia oncologica d’urgenza e specialistica”. Tutto è iniziato da un disturbo apparentemente comune: la stipsi. La paziente si era infatti rivolta per la risoluzione del problema al professor Guido Sciaudone, direttore della Chirurgia generale, che l’aveva visitata; era da subito apparso evidente che il sintomo stipsi era secondario alla presenza di una voluminosa massa addominale di dimensioni spropositate che i successivi accertamenti diagnostici rivelavano essere a partenza dal rene sinistro. La massa, paragonabile a un grosso cocomero, occupava ormai l’intera cavità addominale, comprimendo oltre all’intestino tenue e al colon, organi importanti quali il fegato, la milza, lo stomaco, il pancreas ed il duodeno e compromettendo la circolazione sanguigna di queste strutture. Data la gravità del quadro clinico, è stata necessaria una sinergia tra reparti. In sala operatoria hanno lavorato fianco a fianco Guido Sciaudone e Pasquale Santoro, direttore di Urologia che hanno guidato le rispettive equipe mediche e infermieristiche, degli anestesisti e del personale di sala operatoria. “L’operazione, delicatissima, che ha richiesto estrema precisione, – spiegano dall’ospedale – ha previsto diverse procedure integrate: l’asportazione di un rene inglobato nella massa, la rimozione di gran parte del colon e il confezionamento di una derivazione intestinale esterna per permettere la canalizzazione”. La paziente, dopo aver passato le prime 48 ore post-operatorie in Rianimazione, è rientrata poi nel reparto di Chirurgia generale in condizioni cliniche definite soddisfacenti nella loro complessità. “L’intervento – evidenziano i vertici dell’Azienda sanitaria regionale – rappresenta un successo non solo per la riuscita tecnica, ma per la capacità di risposta del sistema sanitario regionale di fronte a patologie rare e ad alta complessità”.

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