Debutto per la lista ‘Isernia in Comune’. È stata inaugurata, in corso Garibaldi, la sede elettorale della lista civica dell’aspirante sindaco del centrodestra, Giacomo d’Apollonio. Presenti i candidati della lista, ma anche gli esponenti dei partiti e dei movimenti della coalizione di centrodestra, nonché numerosi cittadini e simpatizzanti. Per il generale delle Fiamme Gialle è stata l’occasione per motivare le sue ‘truppe’ ad affrontare con motivazione ed entusiasmo la sfida per il rinnovo del Consiglio comunale del 26 e 27 maggio prossimi. “Vogliamo fare in modo – ha dichiarato d’Apollonio – di restituire alla nostra città l’orgoglio dell’appartenenza ed essere fieri di affermare che Isernia è la nostra terra”. L’aspirante sindaco ha voluto ribadire la necessità di un comune trasparente e accessibile. “Un passo fondamentale – ha affermato il candidato sindaco – per restituire credibilità all’ente. Ma non basta: per far sì che la gente possa fidarsi di noi, in quanto futuri amministratori, dobbiamo evitare di fare promesse fallaci. L’unica cosa che posso assicurare è che ci impegneremo per il bene della città”. Ma d’Apollonio una promessa concreta l’ha fatta: “Voglio destinare – ha aggiunto il generale – una parte dell’indennità da sindaco a un fondo di solidarietà per le persone più deboli e per i poveri”. Sui temi del programma elettorale, d’Apollonio ieri ha partecipato anche a una trasmissione televisiva di confronto tra i candidati sindaci del centrodestra. Dove non ha mancato di puntualizzare una serie di aspetti relativi alla ‘coalizione allargata’ del centrosinistra. “Si vuol far passare il fenomeno dell’esodo di massa – ha detto d’Apollonio – come un’operazione di salvataggio della città di Isernia dettata dallo stato d’emergenza. Neanche fosse un comitato di salute pubblica. Non è credibile che ci sia stata spontaneità e genuinità da parte di quanti si sono precipitati dall’altra parte: gente che aveva contratti di collaborazione con il Comune, persone che due mesi fa si sono candidate nel centrodestra, altre che per anni ne sono state parte integrante e oggi dicono di non voler vedere Isernia morire per colpa degli amici di un tempo. La verità è un’altra: dopo la caduta di alcuni potentati, i gruppi di potere si sono spostati, in blocco, dove c’era il vento a favore. Non si può far passare la volontà di perseguire interessi personali come quella di fare il bene dei cittadini. Per amministrare non c’è bisogno di ammucchiate politiche”.



