Come Province siamo parte costituente dello stato, il referendum costituzionale non è passato. Lo dicono forte e chiaro Antonio Battista e Lorenzo Coia, presidenti rispettivamente della Provincia di Campobasso e di quella di Isernia. Ad affiancarli dirigenti, il consigliere delegato Sabella e la consigliera Cancellario. Tagli delle risorse e mancata intesa con il Governo hanno portato anche Battista e Coia a a firmare dei decreti presidenziali che fanno la ricognizione sullo stato del Bilancio. Atti ufficiali e importanti dati al Governo. “Non siamo in grado di garantire l’esercizio minimo indispensabile dei livelli di servizio relativi alle funzioni fondamentali di nostra competenza.” Hanno spiegato. “Ormai – è il commento di Battista – più di 40 Province non possono approvare i bilanci. C’è la proroga fino al 30 settembre, però il fatto è che qui non c’è politica, si riesce a fare manutenzione delle strade, delle scuole, a sistemarle”.
“La proroga dei Bilanci è un primo piccolo passo – ha fatto eco Coia – con il Governo che si è reso conto della situazione descritta nei decreti presidenziali. Nel dettaglio Per la Provincia di Campobasso ci sono 4 milioni e 400mila in meno per poter pareggiare il bilancio e per quella di Isernia un disavanzo di c’è 1 milione e 368mila euro. In questo modo si va in dissesto finanziario, non per nostra incapacità ma un prelievo forzoso da parte del Governo che ci toglie delle nostre risorse”.
Da Roma arriva la notizia che il governo si impegnerebbe a stanziare 100 milioni per le province e le città metropolitane. Un piccolo passo, il commento, serve però rivedere la riforma Del Rio. La nostra è una battaglia per garantire servizi e sicurezza ai cittadini, sulle strade, agli studenti nelle scuole superiori di competenza. Chiediamo garanzie non per noi, che non abbiamo indennità e i 69 milioni risparmiati su questo punto – ha sottolineato Coia – vengano restituiti alle Province come servizi ai cittadini. Battista ha rimarcato la solidarietà dei sindaci, che hanno difficoltà a spiegare ai concittadini amministrati, i quali pagano le tasse, perché non si riesce a fare manutenzione o altro. Servizi che non si è in grado di dare non certo per nostra mancanza. Duro l’affondo su Renzi definito come uno che ha scommesso tutto al gioco lasciando le province senza soldi
“Avremmo dovuto prendere provvedimenti più drastici, ma mi riservo di farlo più in làse non ci sono cambiamenti. La situazione è insostenibile e non mi piace la contrapposizione tra Province e Governo per sollecitare il sacrosanto diritto dei cittadini ad avere servizi e sicurezza”.
“Isernia – ha evidenziato Coia – è la provincia più piccola d’Italia. Dallo Stato entrano 9 milioni di euro e abbiamo un prelievo forzoso di 8 milioni e 700mila euro. In pratica il fondo di solidarietà nazionale per Isernia è di 217mila euro. Questo significa che non siamo assolutamente in grado di andare avanti perché non abbiamo risorse proprie”.
Il presidente della Provincia di Isernia ha poi messo in una ferita scoperta, rimarcando come in questi giorni, nell’ente, ci sono stati avvisi di garanzia per dei funzionari, per problemi su segnaletica stradale, cattiva manutenzione delle strade. “Non vogliamo essere incriminati per omicidio colposo per questo – ha precisato – o, come è successo al Presidente della Provincia di Pescara, per disastro colposo riguardo quanto accaduto a Rigopiano, solo perché da Roma ci hanno tolto le risorse che garantiscono i servizi ai cittadini”.
Insomma, i presidenti delle Province molisane, insieme a quelli dei loro colleghi in tutta Italia, si stanno facendo sentire perché la situazione è insostenibile e a rischio sono i cittadini. E non ci stanno a dover pagare, nell’eventualità, anche penalmente per colpe che, sostengono, non sono loro.



