Tragedia di Ururi: si attendono le autopsie sui corpi di madre e figlio

AperturaTragedia di Ururi: si attendono le autopsie sui corpi di madre e figlio

E’ ormai buio quando i corpi senza vita di Maria De Rosa 91 anni e suo figlio Rino di Virgilio 60 anni vengono rimossi dalla loro abitazione, al termine di una giornata di controlli nella casa dove vivevano. Per ore la scientifica ha raccolto elementi utili per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto: una prima ricostruzione in mano agli investigatori propende per l’ipotesi di una morte non violenta. All’arrivo dei Carabinieri nell’abitazione la donna si trovava sul divano e potrebbe essere morta per cause naturali, il figlio non avrebbe retto al dolore e si sarebbe tolto la vita, ma sarà l’autopsia a chiarire definitivamente se lo scenario sia davvero questo o se sono accadute altre cose all’interno della casa. La Procura ha disposto sui corpi, che sono stati trasferiti all’obitorio dell’Ospedale San Timoteo di Termoli, gli accertamenti medico – legali; si attende in queste ore l’affidamento dell’incarico del medico legale, che si occuperà delle autopsie. A seguire il caso la Sostituta Procuratrice Cinzia Talamo, intervenuta sul posto nella giornata di ieri assieme ai carabinieri. I corpi di mamma e figlio sono stati scoperti dopo alcune segnalazioni dei vicini di casa, insospettiti, perchè l’auto dell’uomo era ferma nello stesso stallo da almeno tre giorni, ma anche per l’assenza di rumori provenienti dell’abitazione. Il paese intanto è sotto shock per l’accaduto.

Sul dramma familiare è intervenuto anche il vicesindaco Emiliano Plescia, che in un lungo post sui social ha voluto ribadire che di fronte alla tragedia, il silenzio e il rispetto dovrebbero prevalere su tutto. “Non è il momento di invadere gli spazi familiari, di formulare giudizi affrettati o di saltare a conclusione – ha scritto il vicesindaco nel post – ci sono confini che dovrebbero essere invalicabili: quelli della dignità, della riservatezza e del rispetto per chi sta soffrendo. Ururi ha bisogno di una coscienza collettiva autentica, fatta di umanità, solidarietà sincera e rispetto. Perchè – conclude – davanti a una tragedia, prima di ogni parola, viene la dignità delle persone. E prima di ogni giudizio viene il rispetto.”

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