Crollo ponte, la figlia di Racanati: “Cercate sotto quelle macerie”

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“Mio padre merita di essere cercato. Noi meritiamo di sapere”. È l’appello di Angelica Racanati, figlia di Domenico, conosciuto come Mino, disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno.

A distanza di mesi, la famiglia continua a vivere nell’incertezza, senza sapere che cosa sia accaduto al proprio caro e senza poter trovare pace. Un’attesa dolorosa che si rinnova ogni giorno e che spinge Angelica a chiedere alle istituzioni di fare tutto il possibile per arrivare alla verità.

L’appello è rivolto al Ministero, ad Anas, alla Procura e a tutti i soggetti competenti, affinché vengano utilizzate tutte le forze per continuare le ricerche e accertare ogni eventuale scenario.

“Chiediamo che vengano impiegati tutti i mezzi possibili per verificare, senza ombra di dubbio, se mio padre si trovi ancora sotto quelle macerie” scrive Angelica, chiarendo che non si tratta di una polemica, ma della necessità di ottenere risposte concrete.

La famiglia comprende la complessità degli interventi, ma chiede che nessuna possibilità venga trascurata. Perché dietro questa richiesta c’è il bisogno di ritrovare un padre, un marito, un uomo che stava lavorando.

L’obiettivo è uno solo: che le ricerche continuino e che nessuna strada venga lasciata intentata, per restituire dignità a Mino e consentire ai suoi cari di uscire da un’attesa che dura ormai da troppo tempo.

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