Verificare le criticità sollevate sulla procedura per la nuova sede del Consiglio regionale del Molise e, qualora i rilievi risultassero fondati, valutare la revoca in autotutela dell’aggiudicazione. È quanto chiedono, con una mozione urgente presentata in Consiglio, Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla e Micaela del PD e Angelo Primiani e Roberto Gravina del M5S. Al centro della questione c’è l’immobile di contrada Macchie 84, a Campobasso, individuato al termine dell’avviso pubblico esplorativo per la locazione di un edificio destinato agli uffici del Consiglio regionale. La procedura era stata avviata con l’obiettivo di individuare una sede unica o comunque una soluzione logistica alternativa per gli uffici dell’Assemblea. L’avviso del 2025 prevedeva, tra gli altri requisiti, la conformità urbanistica dell’immobile, l’idoneità all’uso ufficio, le certificazioni previste dalla normativa e un canone massimo di 250mila euro annui, oltre Iva se dovuta. Con la determinazione del 29 giugno 2026, la procedura è stata aggiudicata in via definitiva ai proprietari dell’immobile di contrada Macchie, proponendo la struttura come nuova sede istituzionale del Consiglio. La mozione richiama però una diffida presentata il 3 agosto da uno dei partecipanti alla procedura, nella quale vengono contestati alcuni aspetti dell’affidamento. Tra i rilievi indicati figurano la presunta assenza, al momento della pubblicazione dell’avviso, di alcuni requisiti richiesti per l’immobile e il superamento del limite economico fissato dall’avviso. Secondo quanto riportato nella diffida, il canone complessivo sarebbe infatti pari a 268mila euro annui, oltre Iva, quindi 18mila euro sopra la soglia indicata. Un ulteriore elemento evidenziato nella mozione riguarda la successiva determinazione del 21 settembre 2026, con la quale è stato approvato lo schema di contratto di locazione. La stessa determinazione, secondo il documento presentato dal Pd, subordina la piena efficacia del rapporto e il pagamento del canone alla verifica della documentazione relativa ad agibilità, sicurezza, conformità e idoneità dell’immobile all’uso istituzionale. La questione si intreccia inoltre con il progetto della nuova sede unica della Regione nell’area dell’ex Hotel Roxy. Per la demolizione e ricostruzione dell’edificio di proprietà regionale sono stati stanziati 35 milioni di euro attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Le risorse risultano ripartite in 3,5 milioni per il 2026, 13,5 milioni per il 2027 e 18 milioni per il 2028; secondo il cronoprogramma regionale, la conclusione dei lavori è prevista entro la fine del 2032.



