Nessun indizio, nessuna traccia che faccia anche solo sospettare qualcosa. Il telefono di Alice Di Vita è stato definito ‘pulito’. Chi ha avuto la possibilità di visionare i dati dell’I-phone della ragazza, risultata negativa alla ricina, conferma che dai file e dalle chat, dalle conversazioni alla cronologia delle telefonate, non è emerso nulla.
Nemmeno i cookies hanno rivelato particolari ricerche sul web. Insomma, un telefono pulito, fin troppo forse per gli investigatori.
Ma i dati estratti da tutti gli apparecchi elettronici sequestrati nelle scorse settimane, verranno depositati nel fascicolo aperto a Larino solo quando saranno completati gli esami sui supporti. Gli ultimi, quelli sequestrati a Campobasso nello studio di Gianni Di Vita.
Le tracce finora più importanti, o comunque quelle che hanno dato uno scossone alle indagini, sono emerse dal telefono che era in uso ad Antonella Di Ielsi.
Una delle chat è servita a smascherare un atteggiamento fin troppo prudente di un’amica, che davanti agli investigatori aveva negato la crisi matrimoniale che qualche anno fa avevano vissuto Gianni e la moglie. Una reticenza che l’è valsa la denuncia per favoreggiamento.
Ma da quel telefono, incrociando anche alcuni interrogatori, sono venute fuori conversazioni con quello che in queste ore viene considerato un testimone ‘chiave’: il marito Monia, l’insegnante di matematica che in Questura è stata messa a confronto con l’amico Gianni Di Vita per alcune ore.
Stando ad alcune indiscrezioni, che devono essere confermate da fonti ufficiali, pare che proprio il marito di Monia, tecnico di laboratorio all’istituto agrario di Riccia, abbia addirittura incontrato Antonella Di Ielsi nello studio di via D’Amato, nel quale la donna aiutava il marito nell’attività di commercialista. Un incontro per questioni di lavoro avvenuto il 22 dicembre. Una data significativa in questo giallo: il giorno dopo a Pietracatella, Gianni, Sara e Antonella consumarono quella che potrebbe essere stata la cena più volte passata sotto la lente degli investigatori.
Anche su questo, il marito di Monia potrebbe essere chiamato a rispondere negli uffici della Questura già questa settimana.



