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giovedì, Settembre 3, 2026

Clinic Città di Campobasso, focus sulla nutrizione applicata allo sport

EvidenzaClinic Città di Campobasso, focus sulla nutrizione applicata allo sport

Grande successo per il Clinic Città di Campobasso dal titolo ‘La scienza della nutrizione applicata allo sport’ che si è svolto questa mattina all’aula Fermi della Biblioteca di Ateneo organizzato dall’Università degli Studi del Molise, dall’ufficio UniSport e dal Cus Molise con la collaborazione della Regione Molise. Ad aprire i lavori il professor Germano Guerra,  Direttore del Dipartimento di Medicina e Presidente Nazionale di UniSport.

“L’evento di oggi si lega a quello di sabato che è il quadrangolare di calcio a 5 – ha dichiarato il professor Guerra – che vedrà protagonista anche il Cln Cus Molise. Il legame indissolubile esistente tra la squadra, il centro universitario sportivo e l’Unimol è suggellato dalla presenza di mister Sanginario, responsabile dell’Ufficio Unisport dell’Università”. Il tecnico rossoblù ha provveduto alla presentazione della squadra che prenderà parte al torneo di A2 élite e del suo staff.  “Ringrazio tutti i partecipanti a questa tavola rotonda  – è intervenuto il tecnico – e il professor Guerra delegato del rettore per le attività sportive, sempre presente e a noi vicino. Quest’anno ripartiamo con grande entusiasmo, puntiamo alla salvezza ma cercheremo di onorare la maglia. Voglio rimarcare che molti dei nostri giocatori sono studenti, altri si iscriveranno perché l’obiettivo del Cus Molise è quello di avere anche dei ragazzi che percorrono la doppia carriera di studenti-atleti.

Angelo Campofredano, responsabile regionale di Sport e Salute ha rimarcato che:  “Da sempre lavoriamo per la promozione dello sport e dei sani e corretti stili di vita – ha spiegato – e di recente ha condotto uno studio in collaborazione con l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e ministero della salute, studio che ha evidenziato quanto investire nello sport sia a beneficio di un risparmio concreto sulla spesa sanitaria. Un solo euro investito nello sport, genera 2,24 euro di benefici diretti sulla popolazione adulta over 18 e quindi sul piano dei costi sanitari. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di confronto che contribuirà ad accelerare quel processo di cambiamento culturale che è stato avviato nei confronti dello sport”.

“Porto i saluti del vescovo – ha sottolineato Mario Ialenti della pastorale diocesana Turismo e Sport – la pastorale ha dato molta importanza alle attività sportive ed ha un’etica sportiva. Se c’è attenzione alle persone e alla nutrizione c’è anche rispetto per le regole. Quando sono stato ex presidente della federazione di atletica leggera, abbiamo fatto un esperimento sulla dieta di Sara Simeoni. L’incontro di oggi è molto importante per chi fa sport e più in generale per la cura della persona”.

Il professor Germano Guerra ha poi dato il via alla tavola rotonda. “Conosciamo il ruolo che la nutrizione ha nella vita dell’individuo – ha precisato il professor Guerra medico dello sport – è risaputo che la stragrande maggioranza delle malattie cronico-degenerative possono partire da squilibri di natura nutrizionale. Siamo qui per parlare principalmente dell’aspetto legato alla performance sportiva, che oggi è un insieme di tanti aspetti tra cui quello nutrizionale è centrale. Proprio per questo abbiamo al tavolo relatori di grande livello. Ad aprire i lavori Nico Deliso, docente Unimol e all’interno dell’Area Performance Figc. “Gli obiettivi della prestazione sono: ottimizzare la performance, prevenire gli infortuni e i cali energetici, migliorare il recupero e l’adattamenti all’allenamento. L’aspetto nutrizionale di un atleta, cambia dal lunedì fino al match day. Ogni giorno della settimana è un momento diverso rispetto all’aspetto nutrizionale sia sotto la percentuale di carboidrati, proteine e dei lipidi. Non esiste una dieta assoluta o una regola uguale per tutti. L’alimentazione si costruisce in modo sartoriale sull’atleta. Poi, in una squadra, vanno considerati i ruoli: il portiere avrà un’alimentazione differente rispetto al difensore o al centrocampista. L’alimentazione dell’atleta deve tener conto di tanti aspetti con un occhio alla riduzione dei traumi muscolo-scheletrici. Prima di tutto bisogna eseguire un’attenta anamnesi. E’ fondamentale la valutazione degli esami ematochimici per la salute dell’atleta così come l’esame antropometrico per capire chi si ha di fronte e la plicometria. La calorimetria ci dà l’opportunità di avere dati precisi sul metabolismo. Per avere una buona performance bisogna dare anche importanza al pasto e soprattutto al tempo in cui si consuma per far sì che  abbia effetto. In base ai tempi che si hanno a disposizione bisogna scegliere il pasto giusto perché una piccola differenza può risultare vincente”.

Il dottor Pecorella (anche lui nell’area performance della Figc) ha sottolineato come “Il lavoro del nutrizionista è invisibile. Il nostro privilegio è quello di lavorare con degli atleti che sono sempre più giovani. Negli ultimi anni sono stato con l’under 17, ed è questa l’età in cui nel calciatore c’è un cambio dal punto di vista di approccio alla cultura del calcio e a quella nutrizionale. Quest’ultima si sta anticipando nel senso che l’off season non è più una pausa ma viene sfruttata per gli obiettivi personali e per migliorare alcuni aspetti che possono essere utili durante la stagione. E’ migliorato anche l’aspetto della valutazione corporea che probabilmente cambierà anche nei prossimi anni. Di fatto la valutazione della composizione corporea è sempre stata vista come una cosa statica e oggi è in forte evoluzione. La nuova definizione è legata alla visione funzionale, parola che nell’ambito della composizione corporea si lega alla parte prestativa e alla parte di ciò che va misurato sul campo. Oggi il nutrizionista è legato con il preparatore atletico. Il nutrizionista del futuro sarà colui che non si occupa solo della parte fisiologica ma che deve andare ad integrare anche altri dati che provengono da altri mondi come quello delle scienze motorie e sono veramente tanti. Tutto va incastrato in questa direzione per dare una visione funzionale. Oggi la composizione corporea si avvale di diverse metodiche e il nutrizionista deve trovare gli strumenti che siano da campo, trasportabili e funzionali al lavoro. Le metodiche da campo possono essere tre: una è la parte antropometrica, l’altra è la bioimpedenzometria l’ultima è la body composition trasound che ad oggi sta dando dei buoni risultati sullo studio dei tessuti. Una metodica giovane ma che all’atleta piace molto all’atleta.  Il messaggio che voglio lasciarvi è questo: le tecnologie, un po’ vecchie e un po’ nuove saranno orientate sul concetto di misura e verrà abbandonato quello di stima perché ha poca utilità”.

“Ringrazio il Cus Molise per tutto quello che fa – ha sottolineato Giuseppe Monteduro professore associato di sociologia generale – presenza significativa di scienza in un territorio. La differenza tra la semplice palestra e il Cus è che nel secondo viene veicolata la scienza. E il seminario di oggi ne è una dimostrazione. Il Cus Molise partecipa attivamente al sapere scientifico attraverso il progetto ProBen di è soggetto attivo ma anche attraverso altre iniziative. Il primo concetto da sottolineare è che l’attività fisica è una dimensione della medicina. La nutrizione svolge una parte fondamentale garantendo all’organismo di funzionare bene sia in termini di performance ma anche in termini di vita quotidiana. Anche per chi non fa attività fisica, mangiare male produce una negatività nell’individuo.  Chi fa ricerca sa benissimo che un esperimento riprodotto su un caso non ha valenza generale. Ma la acquisisce quando il caso statistico viene ripetuto in maniera significativa.  Il fatto di mangiare sano, fare attività, non fumare, si lega ad un sapere scientifico che non è casuale. Questo è un esempio di un grande macro tema che si chiama salutismo cioè l’idea che la salute diventi un bene assoluto. E in questo caso l’investimento di 1 euro sulla salute, produce 2,24 euro se è fatto correttamente. Se un individuo investe un euro e si allena 24 ore al giorno quell’investimento diventa un danno per il sistema economico. L’attività motoria è una scienza. Laddove non c’è scienza la salute rischia di diventare un aggravio negativo. Secondo grande tema è quello relativo al comportamento umano e ai famosi stili di vita. Stili di vita che sono fortemente condizionati da questioni che riguardano titoli di istruzioni, reddito e abitudini familiari. E’ molto probabile, ad esempio, che un figlio di genitori che praticano attività fisica farà altrettanto. In questo senso lo sport è opportunità. La scienza è tale quando dimostra un’organicità del pensiero e in questo l’università ha un ruolo fondamentale. Il  Cus in un territorio come il Molise, rappresenta un luogo di sport ma anche di scienza. Il sapere che viene vincolato dai Cus è diverso da quello che viene vincolato in altre palestre. Scienza e attività sportiva viaggiano in parallelo. Il vero vantaggio del Cus è che la scienza è dentro l’attività. Un grazie al Cus Molise per tutto quello che fa  – conclude Monteduro –  e un grande in bocca al lupo per la stagione sportiva”.

Al termine i relatori hanno risposto alle domande di studenti e atleti presenti in aula. I lavori si sono chiusi tra l’entusiasmo

 

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