Si è concluso anche quest’anno il pellegrinaggio da Fornelli a Villalago in onore di San Domenico Abate, una delle espressioni più sentite della devozione popolare che unisce Molise, Abruzzo e Lazio. Un cammino di fede lungo, faticoso e profondamente partecipato, capace di rinnovare un legame antico tra comunità diverse ma unite dalla stessa storia spirituale.
Sono stati oltre cento i pellegrini partiti a piedi da Fornelli, guidati dal priore della Confraternita di San Domenico. A loro si sono aggiunti, nei giorni della festa, numerosi fedeli arrivati in Abruzzo con pullman e auto: una presenza complessiva che conferma quanto il culto del Santo continui a essere vivo nel territorio molisano.
Il pellegrinaggio è iniziato nella notte tra il 19 e il 20 agosto, dopo la celebrazione religiosa e la benedizione dei fedeli. Ad accompagnare i pellegrini fino all’uscita del paese è stata, come da tradizione, una folla numerosa: un saluto carico di emozione a chi affronta un percorso che attraversa boschi, tratturi e paesaggi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Il cammino ha toccato Cerro al Volturno, l’area di Pizzone, il lago della Montagna Spaccata, Barrea, Villetta Barrea, Passo Godi e Scanno, prima dell’arrivo all’eremo di San Domenico a Villalago. Qui i pellegrini sono entrati nella piccola chiesa in ginocchio, sostando in preghiera prima di riprendere il cammino verso il centro abitato.
Il momento più intenso si è vissuto all’ingresso di Villalago, dove la processione proveniente da Fornelli ha incontrato quella locale. Le croci delle due confraternite si sono avvicinate fino a “baciarsi”, quindi sono arrivati gli abbracci tra i priori, gli amministratori e i fedeli. Un gesto che, ogni anno, rappresenta idealmente l’incontro tra i due popoli nel nome di San Domenico Abate.
La devozione fornellese al Santo affonda le sue radici nella storia benedettina dell’area. Secondo la tradizione più diffusa, il culto sarebbe stato portato nel Molise occidentale dalle famiglie legate alla Badia di San Vincenzo al Volturno, trasferitesi dopo l’anno Mille. Un’altra narrazione popolare riconduce invece l’origine del pellegrinaggio a un miracolo attribuito al Santo, capace di suscitare la fede di un uomo di Fornelli e, con lui, dell’intera comunità.
Il 22 agosto, giorno dedicato alla festa di San Domenico Abate a Villalago, la solenne processione ha concluso le celebrazioni. Per i pellegrini molisani non si è trattato soltanto di un appuntamento religioso, ma di un’esperienza condivisa di memoria, sacrificio, natura e appartenenza.
Il pellegrinaggio Fornelli-Villalago resta così un patrimonio identitario di grande valore per il Molise: una tradizione che continua a tramandarsi e che racconta, passo dopo passo, la forza di una fede popolare capace di attraversare i secoli.



