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venerdì, Agosto 28, 2026

Donne Dem Molise condannano programma Vannacci: “Non ci riporterete indietro”

AttualitàDonne Dem Molise condannano programma Vannacci: "Non ci riporterete indietro"

Riceviamo e pubblichiamo la nota delle Donne Dem del Molise

“Le Donne Dem Molise esprimono una ferma e unanime condanna del programma del Generale Vannacci e delle sue affermazioni, che riteniamo gravemente lesive dei diritti, delle libertà e delle conquiste civili e culturali raggiunte nel nostro Paese.

Tutti dovrebbero manifestare sconcerto e sdegno di fronte a simili posizioni. Noi lo facciamo senza alcuna remora, contestando in particolare alcuni punti del programma della neonata formazione politica “Futuro Nazionale”.

1) “Il femminicidio non esiste, è un omicidio”.
Il femminicidio non identifica semplicemente il genere della vittima, ma le ragioni e il contesto in cui una donna viene uccisa: sopraffazione, possesso, senso di superiorità, controllo e volontà di negarne libertà e autodeterminazione.

Ancora più grave è la soluzione prospettata per affrontare il fenomeno: il cosiddetto “patriarcato mediterraneo”, inteso come uno schema sociale nel quale la donna sarebbe un soggetto da proteggere e tutelare da parte del sesso maschile, considerato più forte.

È una contraddizione inaccettabile: il patriarcato non può essere presentato come antidoto alla violenza sulle donne. Si tratterebbe, al contrario, di un drammatico arretramento culturale e sociale, che non può lasciare indifferenti.

2) “L’aborto non è un diritto”.
La Legge 194 non è nata per favorire l’aborto, ma per impedire che le interruzioni di gravidanza avvenissero nella clandestinità, con tutti i rischi che ciò comportava. La legge disciplina inoltre anche l’aborto terapeutico.

Rivendichiamo il principio fondamentale secondo cui ogni donna deve poter decidere del proprio corpo e della propria vita. Presentare l’eliminazione dell’aborto come strumento per aumentare le nascite significa, nella prospettiva vannacciana, riproporre una visione controllante della donna, relegandola al ruolo di semplice “angelo del focolare”, evocando modelli culturali che appartengono a un passato che non vogliamo vedere ritornare.

3) “Eliminazione delle unioni civili e riduzione dei contenuti gender nelle fasce protette”.
La negazione delle unioni civili rappresenterebbe un grave passo indietro rispetto a diritti civili conquistati con anni di battaglie. Occorre spiegare quale sarebbe il destino delle famiglie che sono nate proprio grazie a una legge di civiltà come quella sulle unioni civili.

Altrettanto preoccupante è la proposta di ridurre i contenuti legati al genere nelle fasce protette. Dietro questa formulazione si intravede una volontà di marginalizzare le persone omosessuali e di limitarne visibilità e riconoscimento, richiamando pericolosamente modelli di esclusione che appartengono alle pagine più buie della nostra storia.

Di fronte a una simile minaccia per la libertà e i diritti di tutti, è necessario fare fronte comune, informarsi e non liquidare queste affermazioni come semplici parole.

Se tali posizioni dovessero tradursi in forza politica e, successivamente, in leggi dello Stato, il problema riguarderebbe tutti noi. Perché togliere diritti e libertà a qualcuno significa impoverire e mettere in pericolo l’intera società.

Le Donne Dem Molise continueranno, con voce unanime e ferma, a difendere la libertà, l’autodeterminazione, la dignità e i diritti di ogni persona.

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