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mercoledì, Agosto 26, 2026

Fanelli: “Roberti si opponga al piano per tagliare le risorse agli asili nido”

EvidenzaFanelli: "Roberti si opponga al piano per tagliare le risorse agli asili nido"

Riceviamo e pubblichiamo la  nota della consigliera regionale PD Micaela Fanelli.

“Discutiamo da tempo della voragine che separa la propaganda del Governo Meloni dalle scelte concrete sui temi dei diritti, delle donne e del futuro del Paese.

Gli approfondimenti pubblicati in questi giorni sulla stampa nazionale da Marco Esposito, Cecilia D’Elia e Linda Laura Sabbadini, ci consegnano due questioni strettamente connesse e fondate su fonti e dati ufficiali: la rappresentanza femminile nelle istituzioni e le politiche pubbliche reali per la libertà delle donne e contro la denatalità.

Da un lato, l’analisi di Cecilia D’Elia mette a nudo il paradosso del cosiddetto “Melonellum”. Il primo esecutivo guidato da una donna, non solo non ha prodotto alcuna visione strutturale per l’emancipazione femminile, ma vara una riforma elettorale che rischia di azzerare le norme antidiscriminatorie e di ridurre ulteriormente la presenza delle donne nei luoghi decisionali. Perché la rappresentanza non è un dettaglio estetico,  è il cuore della democrazia.

Dall’altro lato c’è la realtà materiale, ancora più brutale. Non si può parlare a vanvera di natalità mentre si tagliano le risorse proprio laddove gli asili nido mancano. Come svelato da Marco Esposito sul nuovo Piano d’Azione 0-6 del Ministero dell’Istruzione e del Merito – elaborato negli uffici ministeriali nella settimana di Ferragosto –, siamo di fronte a una scelta iniqua e regressiva.

La quota perequativa del Fondo 0-6 destinata ai territori svantaggiati viene dimezzata dal 20% al 10%, per un taglio complessivo di 193 milioni di euro sull’insieme del piano. Nel contempo, sale dal 40% al 50% la quota destinata ai territori che dispongono già di servizi per l’infanzia.

Come certificano i dati ufficiali Istat riportati nell’inchiesta, la copertura dei servizi educativi per l’infanzia è al 31,6% a livello nazionale, ma crolla al 19% nel Mezzogiorno. Spostare fondi da chi deve costruire a chi è già attrezzato significa acuire i divari territoriali e condannare le famiglie del Sud. Come evidenziato anche dalle ricerche Istat e richiamato da economiste come Linda Laura Sabbadini, i nidi non sono opere di carità, ma infrastrutture sociali indispensabili per consentire alle donne di lavorare e alle famiglie di programmare il proprio futuro, frenando la desertificazione demografica.

A tutto ciò si aggiunge un ulteriore paradosso economico evidenziato da Esposito: ogni milione che arriva dallo Stato per il Fondo 0-6 deve essere obbligatoriamente integrato da 250 mila euro di cofinanziamento regionale. Per Regioni in fragile equilibrio finanziario come quelle meridionali, questo meccanismo rischia di aggravare i bilanci, lasciando i bambini senza nido in un’attesa infinita.

Questa è la discussione che come Partito Democratico abbiamo affrontato a Campobasso, nell’incontro promosso dalla Federazione PD Medio Molise, alcune settimane fa, con Linda Laura Sabbadini. E i dati ufficiali Istat e del Censimento 2024 inchiodano il Molise a un’emergenza senza precedenti, che grida vendetta di fronte all’inerzia della Regione.

I numeri, infatti, sono impietosi.
Nel 2025, in Italia le nascite sono scese a circa 355 mila (-3,9% rispetto al 2024), con la fecondità a 1,14 figli per donna (fonte: dati ufficiali Istat).
Il Molise registra un calo demografico del 6,5 per mille, il secondo peggior dato nazionale dopo la Basilicata (fonte: dati ufficiali Istat).
Il Censimento Istat 2024 certifica per la nostra regione 287.814 residenti (-1.410 in un solo anno), appena 1.561 nati (-6% sul 2023) e ben 19 Comuni con un tasso di natalità pari a zero.
L’età media regionale è volata a 48,4 anni e l’indice di vecchiaia è schizzato a 261,9 (a fronte di una media italiana di 207,7, fonte: dati ufficiali Istat).
Siamo di fronte alla radiografia di una terra che rischia l’estinzione sociale. E dinanzi a questa ecatombe demografica, la giunta regionale di centrodestra guidata dal presidente Roberti continua a fare melina.

Le domande a cui il presidente Roberti e la sua Giunta devono rispondere senza infingimenti sono inevitabili.
Cosa ha fatto finora la Regione Molise per difendere il diritto alla sopravvivenza demografica ed economica del nostro territorio?
Quali risorse proprie sono state investite per realizzare asili nido nei Comuni molisani che ne sono totalmente sprovvisti?
Quale strategia politica è stata messa in campo per sostenere il lavoro femminile, la genitorialità e la conciliazione dei tempi di vita?
Quali iniziative istituzionali sono state assunte nei confronti del Governo centrale per bloccare il Piano 0-6 del Ministero dell’Istruzione, che penalizza i territori più fragili come il Molise?

Inoltre, poiché il Piano d’Azione 0-6 del Ministero dell’Istruzione e del Merito illustrato da Esposito dovrà andare in Conferenza Unificata, cogliamo l’occasione per chiedere al presidente Roberti di esprimere formalmente la ferma contrarietà del Molise, affinché in Conferenza Unificata le regioni del Mezzogiorno boccino quel riparto. E sulla questione annuncio che presenterò in Consiglio Regionale una mozione per orientare l’intera Aula in questa necessaria ed indispensabile direzione.

Perché amministrare l’esistente non basta più. Quando un territorio perde giovani, bambini e futuro, serve una scossa politica e programmatica radicale fatta di servizi, trasporti, sanità, lavoro e diritti per le donne. Continuare a declinare la natalità solo negli slogan, tollerando che il Molise si svuoti giorno dopo giorno, non è un destino cinico e baro, è una precisa responsabilità politica.”

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