La m”Dopo che avete scritto tutte quelle paroline vi sentite realizzati? Avete una vita sociale? Siete stati adolescenti?”. È lo sfogo contro i “leoni da tastiera” affidato ai social da Alessandra Calderaro, la mamma di Lorenzo Benin, per tutti Lollo. Parole che nascono dal punto più profondo del dolore, dopo la tragedia che all’alba di domenica ha spezzato tre giovani vite.
Lollo aveva 17 anni, quasi 18. Era a bordo dell’auto finita nelle acque del canale Villoresi, nel Milanese. Con lui hanno perso la vita anche altri due ragazzi, mentre sei giovani sono rimasti feriti. Una tragedia che ha sconvolto l’Italia intera e colpito profondamente anche il Molise, in particolare Portocannone, il paese d’origine della famiglia di Lorenzo.
Ma mentre familiari e amici cercano di fare i conti con una sofferenza impossibile da raccontare, sui social sono arrivati commenti, insinuazioni e giudizi. È proprio contro questi tanti “leoni da tastiera” che si scaglia lo sfogo di mamma Alessandra. “Si permettono di scrivere senza conoscere i genitori e i ragazzi. Si permettono di scrivere che ci sta bene tutto quello che è successo, che stavamo dormendo tranquillamente, che ragazzi di 17 anni erano in giro alle cinque del mattino”, scrive.
La tragedia è immane e si scontra con la superficialità di chi pensa di poter trasformare un dramma in un processo. “Sono Alessandra, la mamma di Lorenzo Benin, e ne sono fiera”. In questa frase c’è tutto l’amore di una madre che oggi chiede soltanto rispetto. Perché davanti alla morte di tre ragazzi non dovrebbero esistere sentenze, accuse o lezioni da impartire. Dovrebbe esistere soltanto il silenzio.
Portocannone si è stretta attorno ad Alessandra e al marito Nicola. Lollo, pur vivendo in Lombardia, era molto legato al Molise e alle sue radici. Tornava spesso a Portocannone insieme alla famiglia e qui era conosciuto e benvoluto da tanti. Un ragazzo d’oro, educato e sempre sorridente. Nella foto è ritratto allo stadio Cannarsa accanto al papà Nicola mentre assiste a una partita del Termoli.
E c’è un particolare che rende questa storia ancora più dolorosa. Anni fa Alessandra aveva perso un fratello in un incidente stradale alle porte di Portocannone. Si chiamava Lorenzo. Lo stesso nome del figlio che oggi tutti piangono. Una storia che non ha bisogno di spiegazioni e davanti alla quale ogni giudizio dovrebbe fermarsi.
Perché ci sono dolori che nessuno può comprendere fino in fondo. E c’è un amore che non si spegne con l’assenza. Un amore che continua a vivere, custodito nel cuore e nella fede, oltre il tempo e ogni distanza.



