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venerdì, Giugno 19, 2026

Omicidio Costanzo Amoruso: custodia cautelare in carcere per 63enne isernino

AperturaOmicidio Costanzo Amoruso: custodia cautelare in carcere per 63enne isernino

La porta scardinata e appoggiata alla parete dell’appartamento. In casa, immerso in una pozza di sangue il corpo senza vita di Costanzo Amoruso, ucciso con un colpo alla testa. Da via Giulio Tedeschi, quartiere San Lazzaro a Isernia, il 5 luglio di due anni fa era partita una richiesta di intervento al 113. Quando la La Polizia arrivò sul posto sangue dappertutto e segni di una violenta colluttazione, ma per l’uomo di 74 anni disteso nel letto, non c’era più nulla da fare. Le indagini, ha ricordato Carlo Fucci, oggi procuratore Capo di Cassino, partirono subito in una direzione precisa. Insieme alla polizia giudiziaria, ha aggiunto l’allora procuratore di Isernia, raccogliemmo elementi su un vicino di casa e poco prima di lasciare l’ufficio per il trasferimento gli indizi raccolti a suo carico erano già consistenti. A distanza di due anni da quell’episodio, Gianni Flagiello, 63 anni condomino della vittima è finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario. La misura cautelare, emessa dal gip su richiesta della locale procura, è stata eseguita dalla Squadra Mobile. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, il 63enne avrebbe avuto una discussione e poi uno scontro fisico con la vittima per futili motivi, colpendolo alla testa. Amoruso, che era in forte stato di ebrezza, dopo la colluttazione, nonostante la ferita sanguinante, si era addormentato nel suo letto dove poi morì alcune ore dopo a causa di una emorragia protrattasi per tutta la notte. I primi indizi a carico dell’uomo ora arrestato emersero già il mattino successivo al delitto quando quest’ultimo, in una conversazione con un poliziotto della Squadra Mobile – registrata dall’agente – diceva di aver bevuto molto la sera prima e di non ricordare con esattezza cosa fosse avvenuto, manifestando anche il timore di essere il responsabile dell’omicidio. Le indagini successive hanno raccolto altre prove a carico dell’indagato attraverso le testimonianze di diverse persone, compresi altri condomini dell’abitazione, l’interrogatorio dell’indagato, il sopralluogo e i successivi accertamenti tecnici eseguiti dalla Polizia Scientifica di Napoli. Particolarmente importante è stato poi il ritrovamento di tracce di sangue riconducibili alla vittima sulla ciabatta dell’indagato. Una macchia che lo ha definitivamente incastrato.

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