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sabato, Maggio 16, 2026

Piano Operativo per la sanità: le osservazioni del Comitato San Timoteo

AgnonePiano Operativo per la sanità: le osservazioni del Comitato San Timoteo

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del Presidente del Comitato San Timoteo, Nicola Felice, contenente delle osservazioni al nuovo P.O. 2026-2028:

“Come Comitato San Timoteo di Termoli abbiamo presentato, entro il termine stabilito del 15 maggio, le nostre osservazioni ai Commissari ad acta sul Programma Operativo Sanitario 2026-2028 e sui decreti commissariali relativi alla nuova rete ospedaliera regionale. La presentazione delle osservazioni rappresenta solo il primo passo. Come più volte annunciato, continueremo ad assumere ogni iniziativa utile e necessaria per impedire che le previsioni più penalizzanti del P.O. vengano attuate, a partire dalla prevista disattivazione del laboratorio di Emodinamica dell’Ospedale San Timoteo di Termoli. Il Comitato ha sempre ritenuto e indicato con chiarezza quale sia la soluzione vera e definitiva per alcune criticità strutturali della sanità molisana: ottenere deroghe al D.M. 70/2015, il cosiddetto decreto Balduzzi, attraverso un provvedimento specifico per il Molise. La via maestra è politica e istituzionale: l’emanazione del ‘Decreto Molise’, più volte richiesto dal Comitato, capace di riconoscere le peculiarità della nostra regione, la bassa densità abitativa, le distanze, le difficoltà viarie, le aree interne e montane, la costa e i territori di confine. Le iniziative giudiziarie, compreso l’eventuale ricorso al TAR, non sono per noi un punto di arrivo, ma uno strumento necessario per sospendere una programmazione che riteniamo sbagliata e dannosa. Servono a guadagnare tempo, quei ‘tempi supplementari’ indispensabili affinché la classe dirigente e politica molisana possa ottenere dal Governo centrale il Decreto Molise e le deroghe necessarie a salvaguardare davvero la rete ospedaliera regionale. Al centro della nostra opposizione resta la prevista chiusura dell’Emodinamica del San Timoteo, servizio salvavita nelle patologie tempo-dipendenti, in particolare nell’infarto. Il basso Molise non può essere privato di un presidio essenziale, soprattutto in un territorio caratterizzato da distanze, viabilità difficoltosa, bassa densità abitativa, forte afflusso turistico e posizione di confine con Abruzzo e Puglia. Siamo convinti che il San Timoteo debba essere rafforzato e non depotenziato. Un ospedale pubblico efficiente nel basso Molise può ridurre la mobilità passiva verso le regioni vicine, attrarre utenza di prossimità e contribuire al riequilibrio economico della sanità regionale. Rileviamo inoltre una evidente contraddizione nel Programma Operativo: da un lato si riconosce che nel periodo estivo il basso Molise registra un rilevante aumento dell’utenza; dall’altro si prevede la disattivazione di un servizio salvavita proprio nell’ospedale di riferimento della costa. Per noi, questa circostanza dovrebbe portare al potenziamento del San Timoteo, non alla riduzione dei suoi servizi. Nelle osservazioni trasmesse abbiamo chiesto che, prima di qualunque decisione irreversibile, vengano resi pubblici i dati sui tempi reali del 118, sulle condizioni della viabilità, sugli scenari notturni, estivi e invernali, sulle eventuali convenzioni con strutture pugliesi e sulle garanzie effettive di presa in carico dei pazienti h24. Abbiamo inoltre evidenziato le criticità relative alla riconversione dell’Ospedale Caracciolo di Agnone da ospedale di area disagiata a Ospedale di Comunità e alla chiusura del Punto Nascita del Veneziale di Isernia. Sono scelte che, insieme alla vicenda del San Timoteo, confermano la necessità di una disciplina speciale per il Molise, perché non si può programmare la sanità di una regione piccola, fragile e complessa applicando in modo rigido parametri pensati per territori completamente diversi. Chiediamo anche piena trasparenza sulla distribuzione dei posti letto tra strutture pubbliche e private accreditate, con indicazione delle discipline, delle funzioni assegnate e dell’impatto sulla mobilità sanitaria. Il ruolo del privato accreditato non può tradursi in un progressivo indebolimento dei presidi pubblici territoriali. La nostra difesa del San Timoteo non è una battaglia di campanile. È una battaglia per il diritto alla salute, per la sicurezza dei cittadini e per il futuro del basso Molise. Termoli non chiede privilegi: chiede che un ospedale strategico, collocato in un territorio di confine e chiamato a servire residenti e turisti, venga valutato per ciò che realmente rappresenta. Per queste ragioni, dopo la presentazione formale delle osservazioni, continueremo a chiedere la sospensione della disattivazione dell’Emodinamica, il riesame della rete ospedaliera, la pubblicazione integrale degli allegati tecnici, l’apertura di un confronto vero con Comuni, istituzioni, ordini professionali, sindacati, associazioni e cittadini, e soprattutto una forte iniziativa politica verso il Governo nazionale per ottenere il Decreto Molise. Se le nostre richieste resteranno inascoltate, il Comitato San Timoteo è pronto a promuovere, sostenere e accompagnare ogni azione necessaria, anche davanti al TAR, non per sostituire la politica, ma per affiancarla per darle il tempo e la forza di fare ciò che serve: ottenere dal Governo centrale le deroghe al D.M. 70/2015 e salvaguardare il San Timoteo, il basso Molise e l’intera sanità regionale. La salute dei molisani non può essere affidata a calcoli astratti. Deve essere garantita nei territori, con servizi veri, accessibili e sicuri.”

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