Riceviamo e pubblichiamo la nota del Partito Comunista dei Lavoratori sulla sanità pubblica e la manifestazione di Isernia
“La partecipazione in massa quanto più ampia alla manifestazione di domenica 17 gennaio è importante perché solo la mobilitazione popolare può a dare forza alla lotta in difesa del diritto alla salute .
Emerge anche la questione della sinergia tra strutture sanitarie e bacini di utenza da creare con la vicina area di Castel di Sangro: l’accordo interregionale in tal senso è una delle rivendicazioni importanti in difesa dei presidii sanitari locali per tutelare il diritto alla salute.
Tanto più che da tempo lo stesso sindaco di Castel di Sangro ha più volte rivolto l’invito ad agire in tal senso all’amministrazione provinciale di Isernia, al governo regionale ed ai comuni locali, rimasti però inerti.
Nell’immediato occorre lavorare per questo accordo per la sanità “Isernia-Castel di Sangro”, sotto il controllo sociale e democratico delle comunità locali interessate, il che potrebbe anche aprire la breccia per un futuro passaggio amministrativo del Comune di Castel di Sangro con la regione Molise e la provincia di Isernia, ovviamente previo consenso referendario delle popolazioni interessate.
Infatti, la stessa scienza della geografia economica, ci insegna che, nel caso in specie, il capoluogo di Isernia come centro funzionale amministrativo appare più conveniente per gli abitanti dell’area di Castel di Sangro rispetto all’Aquila o Chieti.
Queste mobilitazioni spontanee nascono da esigenze dirette, di necessaria difesa immediata contro i tagli già fatti e quelli paventati all’ospedale di Isernia, la carenza del personale sanitario, e per la deroga al “Decreto Balduzzi”.
Ma devono poi andare anche alle radici del dramma per affrontarlo veramente, legarsi a rivendicazioni contro le politiche centrali che tolgono risorse alla sanità pubblica per il riarmo, le regalie di miliardi sotto varie forme ai grandi gruppi capitalistici e bancari e alle consorterie di corrotti, gli sprechi ad esempio per opere inutili e dannose, le privatizzazione che orientano la sanità al profitto e sottraggono risorse alla prevenzione ed alle cure, colpendo le classi popolari.
Insomma, a partire dalle masse lavoratrici e giovanili anche dal Molise e da Isernia, occorre unirsi alla lotta più generale in Italia per un cambiamento radicale delle politiche sanitarie centrali, per una sanità pubblica pianificata in base alle reali esigenze di prevenzione e cura sul territorio, sotto il controllo sociale e democratico delle comunità locali”.


