Sono 434 i pedoni morti sulle strade italiane nel 2025, con una diminuzione del 7,6% rispetto ai 470 dell’anno precedente. Secondo i dati raccolti ed elaborati dall’Osservatorio Sapidata-Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, le vittime sono 266
maschi e 168 femmine, e 225 avevano più di 65 anni. Il mese più tragico è stato settembre, con 56 decessi, seguito da dicembre (51) e da gennaio e novembre (43). Bisognerà attendere però la prossima estate – sottolinea l’Asaps – quando verranno diffusi i
dati certificati dall’Istituto di statistica, per avere queste conferme.
Nella classifica per regioni, il Lazio è al primo posto con 65 decessi, di cui 36 a Roma, seguono Lombardia (62), Emilia-Romagna (43) e Sicilia (36). Il Molise è, al contrario,
l’unica regione che nel 2025 non ha contato pedoni tra le vittime delle proprie strade. Gli investimenti mortali sulle strisce sono stati duecento, 32 gli episodi di pirateria. I
veicoli coinvolti sono stati nella maggior parte autovetture: in 17 casi è stato lo stesso veicolo del deceduto a provocarne la morte, molto spesso perché non correttamente parcheggiato, senza freno a mano o sulle rampe di garage o strade montane. Una decina i casi di autocarri delle aziende che si occupano di rifiuti che hanno investito anziani vicino alle proprie abitazioni, ma anche trattori, motocicli, minicar, una ruspa, autobus del trasporto pubblico locale. Dietro la morte di un pedone anche tragedie familiari, con padri che investono mortalmente i figli e mariti che uccidono involontariamente mogli, mentre effettuano manovre nel cortile di casa. Numerosi anche i casi di operai investiti mentre lavoravano nei cantieri, specie in autostrada.



