“L’unico reato per cui sono indagato è vilipendio al presidente della Repubblica a mezzo social su twitter. La cosa curiosa è che il mio profilo è pubblico, e tutti possono andare a vedere cosa ho scritto, quindi non so perché ci sia stato bisogno di cercare altre prove scaricando tutti i miei materiali e portando via due pc”. Così all’Adnkronos il professore universitario Marco Gervasoni, docente dell’ateneo del Molise finito tra i perquisiti nell’indagine per minacce a offese al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che conta undici indagati. “I Carabinieri del Ros sono stati molto corretti, gentili e attenti – sottolinea Gervasoni – ma è stata certo una sorpresa trovarmi gli uomini del reparto speciale, quelli che normalmente si occupano di Totò Riina e dei jihadisti, alla porta di casa… io sono un professore universitario e la mia è stata solo legittima critica politica”. Certo, ammette il docente, “sul mio profilo i post contro il presidente della Repubblica ci sono, perché io l’ho criticato diverse volte, però sono tweet di critica politica, assolutamente non minacce. E se diventa vilipendio la critica politica allora vuol dire che siamo in regimi di altro tipo…. Fa effetto”. Peraltro, aggiunge, “avevo 21mila follower e l’account mi è stato sequestrato, in questo modo la mia libertà di espressione è stata fortemente limitata”. In ogni caso, aggiunge, “io sono tranquillo: non troveranno nei miei dispositivi nessun contatto con ambienti eversivi e i tweet sono pubblici, quindi non vedo che elementi di novità possano emergere dalle indagini, se non a mio discarico”

Potrebbe interessanti anche:

Covid, ancora una vittima:si tratta di un uomo di 77 anni di Isernia. Un nuovo ricovero e un solo positivo

Ancora una vittima del Covid in Molise. Si tratta di un uomo di 77 anni di Isernia, che er…