di Nanni Piacentino

IL PROBLEMA AMBIENTALE
Ci si pensa poco ma c’è poco da scherzare le attività umane cambiano l’ambiente e lo influenzano in maniera profonda. Ci sono tracce remotissime di questo fenomeno nella “archeologia ambientale”.
Consideriamo solo due gas serra ed il divenire della loro presenza nell’atmosfera:
a) la presenza di anidride carbonica ( CO2);
b) la presenza di metano (CH4).

Nei milioni di anni che precedono, trascurando il contributo della rivoluzione industriale, il ricambio del carbonio atmosferico ha seguito un ciclo della durata di circa 100.000 anni restando confinato tra i due medesimo valori minimo e massimo.
12.000 anni fa, con l’avvento dell’agricoltura ha preso a salire senza soste con l’impennata della rivoluzione industriale.
Per quanto riguarda il metano atmosferico, che si degrada in 10 anni per l’effetto degli UV solari ma è molto più efficace della anidride carbonica come gas serra, è ora noto dall’analisi dei ghiacci antartici che il suo tasso si è improvvisamente moltiplicato 5000 anni or sono con l’avvento delle risaie allagate in Cina e nel sud-est asiatico.
Oggi, naturalmente, il contributo umano alle trasformazioni ambientali è intensissimo e multiforme e sarebbe fuori luogo tentare di esaurire l’argomento in un singolo articolo. In generale la tendenza attuale è per la diminuzione dei consumi energetici di origine fossile, per il riciclo e per il trattamento dei rifiuti e per il contenimento della loro produzione. Esiste tuttavia un problema di difficilissima soluzione nell’ottica di una “economia circolare” perché legato alla vera esistenza di una collettività umana ed alla ineludibile produzione dei suoi effluenti naturali.
Sin dalla antichità Romana le fogne hanno convogliato i lasciti dell’alimentazione alla dispersione in mare. Oggi, naturalmente l’entità e la natura della produzione non e’più compatibile con un semplice smaltimento. Gli effluenti vengono convogliati agli impianti di trattamento che rimuovono delle acque reflue fanghi noti per portare una vasta gamma di contaminanti, inclusi prodotti per la cura personale e farmaci, famoso è il caso del Tallio (AP (“Sewage-BasedFertilizerSafetyDoubted”, 7 marzo 2008 ha documentato che il latte venduto negli Stati Uniti conteneva alti livelli di tallio (la tossina primaria nel veleno per topi), che era presente nei fanghi di depurazione diffusi su colture usate per alimentare le vacche da latte). I fanghi di depurazione, il sottoprodotto inevitabile del trattamento delle acque reflue, stanno avvelenando anche il nostro cibo e non sono utilizzabili come concime.
Facciamoci innanzi tutto una idea dell’entità del problema.
Come riportato da Milieu Ltd et al. (1) ogni anno i primi 15 Stati Membri della Comunità Europea producono 8,7 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione (secco), mentre i 12 stati membri aggiuntivi ne producono 1,2 milioni di tonnellate. Questi dati aumentano man mano che i nuovi Stati membri aderiscono alle direttive della Comunità europea e la loro relativa conformità passa dal 50% iniziale della raccolta, al tasso normale degli altri paesi che supera il 95%. Pertanto, la gestione dei fanghi di depurazione è un problema attuale di estrema preoccupazione in Europa. In particolare, la quantità di fanghi di depurazione che vanno regolarmente in discarica deve essere ridotta. Solo nel 2014 in Italia il 25% dei fanghi di depurazione prodotti è stato inviato direttamente in discarica, il 38% era destinato all’uso agricolo diretto, il 46% è stato utilizzato per la preparazione del compost e il 6% è stato incenerito. Il restante 10% ha avuto una destinazione sconosciuta e, probabilmente illegale. La vecchia direttiva sui fanghi di depurazione (Direttiva CE, 1986), originariamente sviluppata per scoraggiare la distribuzione incontrollata di inquinanti sui terreni agricoli non è più in grado di limitare la contaminazione da sostanze chimiche, medicine, metalli pesanti, oli organici residui, ecc. che è in continua crescita. È previsto anche, per il futuro,il divieto completo di distribuzione in coltivazioni dei fanghi non trattati.


Nel Molise però, presso COSIB di Termoli, con il concorso dell’Università del Molise, dell’Università di Pisa e di BIOSYN SrL, tutte entità operanti in ambiente altamente tecnologico e sotto la direzione del Prof. Piacentino, ha appena preso l’avvio la realizzazione di un impianto preindustriale per collaudare un nuovo processso di trattamento suscettibile di essere applicato su più vasta scala a tutta la produzione regionale.
Il progetto che trae il nome Augia dal mito di Eracle che pulisce le stalle di Augia, è stato finanziato dalla Comunità Europea per aver vinto il bando competitivo del programma LIFE+. Esso mira ad utilizzare l’innovativa tecnologia di ossigassificazione per eseguire la conversione termochimica dei fanghi di depurazione insieme con gli scarti di potatura derivanti dalla gestione forestale, in una miscela di gas (chiamata syngas) composta da sostanze chimiche di base adatto per la successiva produzione industriale di prodotti ad altissimo valore aggiunto come metanolo e metano. Sebbene la gassificazione sia una tecnologia relativamente matura, i reattori tradizionali possono produrre syngas privo di particelle e ceneri a temperature di esercizio limitate a un intervallo compreso tra 350 °C e 500 ° C. Al contrario, nel reattore proposto, che opera a temperature molto elevate (fino a 1.200 °C), la conversione del carbonio può raggiungere valori elevati, come il 90-95%, lasciando mercurio e altri metalli pesanti e minerali dei fanghi di depurazione completamente nella cenere di scarico. Utilizzando questa tecnologia innovativa, che minimizzerà la produzione di scarti, trattenendo completamente tutti i metalli nelle ceneri inerti generate ≈ 8%, è ora in via di realizzazione a Termoli. Questa stessa tecnologia potrebbe, con grande vantaggio, essere utilizzata in tutti i Comuni del Molise .
Il programma che durerà tre anni intende dimostrare la fattibilità tecnica ed economica di un utilizzo ecocompatibile dei fanghi di depurazione attraverso la realizzazione di una bio-raffineria che operi una ossi-cogasificazione per la trasformazione di fanghi di depurazione e scarti di potatura derivanti da gestioni agricole in un gas di sintesi (syngas)..

Bibliografia:
(1) Milieu Ltd, WRc, RPA and DG Environment (2008) Environmental, Economic and Social Impacts of the Use of Sewage Sludge on Land, Final report for the European Commission.
(2)https://ec.europa.eu/eurostat/statisticsexplained/index.php/Water_statistics#Wastewater_trreatment
(3) ESWI (2012) Contract No. ENV.G.4/FRA/2007/0066.

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