Industria in leggero recupero, crescita moderata nel terziario, bene le esportazioni, ma il settore delle costruzioni continua a soffrire. Questo a grandi linee l’andamento dell’economia molisana nella prima parte del 2018, secondo il rapporto della Banca d’Italia, presentato nella sede della Prefettura di Isernia dal direttore della filiale molisana, Dealma Fronzi: “Nella prima parte del 2018 – si legge nella nota di Bankitalia – sono tornati a emergere nell’economia molisana segnali di miglioramento: a un tenue recupero dell’industria e a una moderata crescita del terziario si è associata una perdurante congiuntura negativa del settore delle costruzioni. Nelle opinioni degli operatori economici locali, i segnali positivi proseguirebbero anche nel breve termine.
L’attività industriale è tornata ad aumentare, seppur leggermente: tra le imprese con almeno 20 addetti sono prevalse quelle che hanno rilevato un aumento del fatturato, soprattutto tra le aziende maggiori e rivolte ai mercati esteri. La spesa per investimenti ha continuato a crescere, pur rimanendo su livelli storicamente contenuti. Le esportazioni sono aumentate, sostenute principalmente dalle vendite dell’automotive verso la Cina e gli Stati Uniti, mentre è proseguito il netto ridimensionamento dell’export di prodotti metallurgici. Nel settore delle costruzioni sono ancora diminuite le ore lavorate, a fronte di una crescita del numero di occupati nel terziario.Nel complesso, la capacità reddituale delle imprese è rimasta favorevole ed è tornata a intensificarsi l’accumulazione di risorse liquide. Le condizioni del mercato del lavoro regionale sono migliorate. Il numero degli occupati è aumentato in misura più intensa rispetto al dato nazionale; la ripresa ha riguardato soprattutto la componente maschile e i lavoratori dipendenti. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni è più che dimezzato.
L’espansione del credito all’economia si è rafforzata, riavvicinandosi alla dinamica rilevata nel Paese e nel Mezzogiorno. Alla crescita hanno contribuito sia la ripresa dei prestiti alle imprese, seppure limitata a quelle di maggiori dimensioni e ai settori manifatturiero e terziario, sia l’ulteriore espansione dei prestiti alle famiglie, alimentati dai mutui per l’acquisto di abitazioni e dal credito al consumo. L’andamento dei prestiti è stato favorito da una moderata espansione della domanda, in presenza di politiche di offerta nel complesso distese. La qualità del credito ha continuato a migliorare: il flusso di nuovi crediti deteriorati si è ancora ridotto, riducendo ulteriormente il divario con il dato medio nazionale.
L’accumulazione di depositi bancari si è intensificata, anche grazie al contributo delle imprese, tornato a essere significativo. È invece ancora diminuito il valore ai prezzi di mercato dei titoli custoditi presso le banche e, tra questi, la crescita dei fondi comuni di investimento ha nettamente rallentato”.

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