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venerdì, Giugno 5, 2026

Manifestazione contro caporalato, anche delegazione Cgil Molise in Calabria

AttualitàManifestazione contro caporalato, anche delegazione Cgil Molise in Calabria

Riceviamo e pubblichiamo la nota della Cgil Molise sulla partecipazione di una delegazione del sindacato molisano domani in Calabria alla manifestazione contro il caporalato

“Lo sfruttamento dei lavoratori stranieri nella costruzione del Consolato americano a Milano e la strage di quattro lavoratori Pakistani bruciati vivi in Calabria, sono situazioni apparentemente diverse ma derivanti dalla stessa stortura: la piaga del caporalato che si sta consolidando con un travaso sempre più frequente di lavoratori stranieri soprattutto tra settore agricolo e quello edilizio.
Se è vero come è vero che si tratta di fenomeni disumani che non possono e non devono appartenere a una società civile e democratica, è altrettanto chiaro che ci sono cause precise che determinano questi effetti. In primis un clima di paura e terrore creato da trucidi esponenti politici e istituzionali che speculano sulla parola sicurezza invece di favorire l’applicazione delle leggi contro il caporalato nella parte chiamata prevenzione, non investendo nella costruzione di sezioni territoriali affinché si possano fare le ispezioni; ci sarebbe bisogno di gestire il trasporto delle persone per andare a lavorare, di dare casa e alloggio, di affrontare il problema del collocamento; poi andrebbero modificate norme inadeguate come il decreto flussi, unico modo per entrare in Italia in maniera regolare (ma che non funziona), andrebbe smontata la “Bossi Fini” che costringe gli stranieri ad avere un “regolare” contratto di lavoro per ottenere il permesso di soggiorno e rimanere sul nostro territorio mettendo, di fatto, i lavoratori sotto ricatto considerato che un migrante lavora in condizioni infime il doppio delle ore di un italiano. In questa maniera viene meno anche il sostegno a imprese/aziende oneste e si innesca lo sfruttamento in tutti i settori produttivi ed economici da parte dei caporali. Ci sono, di fatto, lavoratori stranieri che sono costretti a lavorare per 12 e più ore al giorno che gli vengono mal retribuite nelle forme più assurde senza che nessuno controlli. Un sistema consolidato che, con diverse forme, si manifesta da Nord a Sud del Paese. Il paradosso è che sia le imprese edili che quelle agricole necessitano di manodopera a diversi livelli e chi governa, invece di mettere a sistema norme che favoriscano processi di integrazione rispondenti ai nostri dettami Costituzionali per mettere al primo posto il lavoro e la dignità delle persone, lascia il campo libero alla malavita organizzata e ai caporali, cioè a quelli che sono in “possesso” della forza lavoro considerata alla stregua di merce da spremere fino all’ultima goccia e da distruggere quando osa rivendicare diritti sacrosanti. La CGIL – insieme alle altre organizzazioni sindacali – spesso inascoltata, denuncia da tempo questi fenomeni e chiede un cambio di passo per rimettere al centro il lavoro dignitoso e per lanciare una richiesta chiara: più diritti, più controlli, più investimenti e responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e società civile per spezzare definitivamente il sistema del caporalato e dello sfruttamento. Per la CGIL MOLISE la manifestazione di sabato 6 giugno ad Amendolara sarà non solo un momento di memoria per le vittime, ma una mobilitazione necessaria per affermare con forza un principio: il lavoro non può essere terreno di sfruttamento e di violenza.”

Il Segretario Generale CGIL Molise Paolo De Socio

La Segretaria CGIL Molise Sabrina del Pozzo

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