di ANNA MARIA DI MATTEO
La Cgil prende posizione sul provvedimento, adottato dalla struttura commissariale, che in sostanza dà il via libera all’integrazione tra la Fondazione Giovanni Paolo II e il Cardarelli. «L’ennesimo atto di protervia ed accanimento assunto da governatore», hanno commentato, amareggiati, Franco Spina e Susanna Pastorino che hanno lanciato l’allarme sul lento ma progressivo smantellamento dei servizi sanitari, compresi quelli essenziali pubblici, a cominciare dalla chirurgia vascolare, trasferita alla Cattolica. «Questa prassi si inserisce perfettamente in una logica di progressivo depauperamento della sanità – hanno denunciato dalla Cgil – creando nei fatti ulteriori confusioni di ruoli e compiti tra strutture, aumenta le diseguaglianze e le ingiustizie sociali, ma per carenza di risorse umane e tecnologiche».
La Cgil ha quindi chiesto, ancora una volta, un ripensamento ed una presa di coscienza da parte del commissario, ribadendo che i parametri alla base di una riforma sanitaria non possono essere quelli legati al taglio dei posti letto negli ospedali o legati alla riorganizzazione ed il superamento dei reparti o l’accorpamento delle funzioni che si trasferiscono da una struttura all’altra senza un quadro d’insieme chiaro. «Questo è un modello che riteniamo del tutto sbagliato – hanno aggiunto Franco Spina e Susanna Pastorino – L’impegno assunto al tavolo della Giunta regionale lo scorso 11 aprile era quello di riconvocare le parti a breve. Restiamo ancora in attesa della convocazione. Siamo convinti che la sanità pubblica vada riqualificata , migliorando le prestazioni e potenziando le sinergie tra la medicina ospedaliera e quella territoriale», ha proseguito la Cgil che intraprenderà ogni iniziativa utile a tutelare e difendere il diritto alla salute e la qualità delle prestazioni che spettano ai cittadini. «Tutto questo passa anche attraverso la salvaguardia ed il potenziamento professionale degli operatori sanitari», hanno concluso Spina e Pastorino.



