di LUCIA LOZZI
Dare voce al silenzio dei bambini che soffrono: ricorre oggi la Giornata internazionale per i minori vittime di violenza. Istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1982 ha lo scopo di ricordare e porre l’attenzione su quelle che sono effettivamente le vittime nel mondo, in ogni paese del mondo, della violenza sui bambini. Violenza che ha mille forme: la violenza della guerra, la violenza della natura, la violenza dell’uomo. Lo scenario internazionale può tenere alta l’attenzione, sensibilizzare persone e coscienze e punire le persone responsabili delle violenze perpetrate all’infanzia. Lotta quindi ad ogni forma di violenza sui bambini e di maltrattamento, fisico e psicologico. L’infanzia e l’adolescenza sono tappe della vita di un ragazzo/a in cui è difficile già di suo affrontare il difficile percorso che va dall’infanzia alla prima giovinezza perche’ il corpo si trasforma, i desideri, i pensieri, le aspettative cambiano radicalmente. Improvvisi sbalzi d’umore, intense emozioni, tutto è come un giro su una ruota panoramica ma con più brividi e paure che spesso nascondono, nell’ombra, pensieri, come per sfuggire a un immaginario lontano, persecutore. In questo percorso la presenza di ogni tipo di violenza distrugge per sempre l’equilibrio dei bambini, dei ragazzi che già stentano ad acquisirlo. Istituzioni, comunità, cittadini, scuola, famiglia hanno il compito di prevenire e sensibilizzare una cultura di rispetto e di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza. Le statistiche ci rimandano a dati sempre più allarmanti di fanciulli in carico ai servizi di protezione e cura, perché vittime di trascuratezza, di abusi, di maltrattamenti e di sfruttamento. Secondo i dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per ciascun caso segnalato ve ne sarebbero altrettanti che rimangono sommersi e nell’ombra e nel silenzio. Per queste “vittime del silenzio”, e’ necessaria una formazione e la collaborazione di tutti coloro che vivono e operano con i minori, a partire dalle famiglie per arrivare alla scuola, alle associazioni e alle istituzioni. Porre rimedio a questa drammatica ferita sociale non è facile ma sensibilizzare al cambiamento, all’intervento e alla promozione di una cultura vicina al bambino, è un dovere di tutti noi. Ciascuno di noi può e deve fare il proprio, per contribuire a costruire e a diffondere una cultura di cura e di attenzione autentica nei confronti dell’infanzia, che dica no! a ogni tipo di violenza, che riconosca anche in una “semplice” sculacciata un abuso dell’integrità fisica del bambino, e sulla quale è necessario intervenire, non solo come dovere morale, ma per garantire un tessuto sociale di adulti responsabili e protagonisti in positivo del percorso di vita che devono affrontare. Fondamentale la collaborazione tra le istituzioni e società civile per contrastare il maltrattamento e l’abuso sui minori e, fondamentale, dare voce ai minori abusati che vorrebbero, e in molti casi non possono, gridare “nessuno mi doveva fare del male mamma! La voce dei minori, che tante volte è difficile ascoltare o non viene ascoltata, che è oggetto di discussione, fortunatamente, continua e di norme al fine di porre fine al problema della pedofilia e pedopornografia. Purtroppo le possibilità di adescamento anche tramite internet del pedofilo sono quotidiane, lo scambio di immagini e video delle giovani vittime diffusissimo, anche a loro insaputa, e non proprio facile individuare i pedofili, ma c’è chi dedica tutte le sue risorse per combattere il fenomeno che il pedofilo utilizza per adescare soprattutto le giovani generazioni, sempre più diffusamente presenti nei social network. La Polizia risponde con una sempre crescente professionalità e coordinamento anche con altre forze dell’ordine, con le istituzioni e la società civile attraverso convegni, incontri nelle scuole, nei centri sociali, sull’utilizzo sicuro della rete, sul ruolo di internet come strumento di incontro che nasconde pericoli. L’adescamento e l’abuso tramite la rete internet sono principalmente attuati con minacce, intimidazioni e pressioni psicologiche. Occorre continuare a porre in atto un’adeguata condotta preventiva, di controllo e attuare un’azione repressiva rendendo ancora più aspre le pene e aggiornando le norme. I reati di violenza, maltrattamento sui minori e pedofilia si verificano ovunque e in tutti i luoghi del mondo; zone di guerra, famiglie, centri di cultura e religiosi, scuole d’infanzia, associazioni giovanili, in casa! Da parte di familiari, amici, genitori, estranei, civili, armati, non armati, violenze coperte da silenzio, vergogna, omertà, indifferenza. Basta violenza sui bambini che non possono difendersi e che restano in silenzio, un silenzio assordante .. fino al silenzio assoluto e definitivo. Mamme che per vergogna mentono persino a se stesse ma non denunciano. La Giornata dedicata alle piccole vittime invita a riflettere sulle responsabilità degli adulti nei confronti dei più piccoli. Compito del mondo adulto è quello di cercare i bambini indifesi attraverso l’ascolto dei loro messaggi e l’individuazione dei loro bisogni non sempre espressi. Solo un adulto, capace di comprendere pienamente le richieste di aiuto di un bambino, sarà in grado di accompagnarlo nel suo processo di guarigione e proteggerlo. L’Organzzazione Mondiale della Sanità (OMS) fornisce numeri da brivido, milioni di bambini ogni anno in tutto il mondo sono vittime di episodi di violenza e sfruttamento sessuale, vengono venduti e comprati, ridotti in schiavitù, reclutati in forze armate governative e gruppi di ribelli, coinvolti nelle forme peggiori di lavoro minorile, vittime di violenze domestiche e familiari, punizioni fisiche ed educazione violenta. Unicef, Save the Children e Amnesty International lottano contro questo tipo di abusi, lottano per garantire un diritto all’infanzia, agli adulti del domani e a far sì che questi possano a loro volta aiutare i bambini del futuro e limitare, dove possibile, i danni che provoca loro. Ascoltare i bambini, imparare da loro e coinvolgerli nella ricerca delle soluzioni, aiutarli per regalare un sorriso di cui hanno bisogno, soccorso e attenzione. Mandela in questo lungimirante. Nelle motivazioni indicate al momento dell’istituzione della Giornata mondiale si ricordano gli enormi danni e sofferenze causati ai bambini attraverso varie forme di violenza, ad ogni livello sociale, in tutto il mondo. La sfida che abbiamo di fronte è, quindi, quella di radicare i temi dell’infanzia nella mentalità e nei comportamenti quotidiani perché possano diventare uno spazio di consapevolezza oltre che un terreno di azione ed intervento. Ma non solo la legge è fondamentale nel contrastare la lotta contro la violenza sui minori. Come ricorda Telefono Azzurro, la prevenzione costituisce l’elemento chiave in tema di violenza e abuso sessuale ed una prevenzione efficace parte, ancor prima che da interventi strutturati e focalizzati sul tema dell’abuso, da un contesto educativo familiare e scolastico capace di dare ascolto al bambino e ai suoi bisogni, nelle differenti fasi evolutive. La violenza può andare dall’indifferenza a una violenza fisica, al non essere ascoltati. La si vede ogni qual volta la serenità di un bambino viene compromessa, perché il bambino non ha la possibilità di difendersi e non ha la possibilità di difendersi sia a livello personale che mediatico. Ogni silenzio quindi, perché il bambino non ha voce, è una violenza aggiuntiva. L’infanzia non è solo il futuro del nostro mondo, l’infanzia è il presente, un’infanzia a cui i bambini hanno diritto, che merita di essere vissuta pienamente, giorno per giorno, con la felicità e la spensieratezza che solo un bambino può avere se nessuno si permette di “sporcarlo”. I bambini nel mondo devono essere liberi di crescere e diventare adulti in pace e dignità. Ci auguriamo non rimangano solo giornate per ricordare le vittime degli ingiustificati atti di violenza, di sfruttamento e di indifferenza sui bambini ma veri e
propri atti di presa di conoscenza, di riflessione e di coraggio per denunciare.



