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domenica, Aprile 19, 2026

Sanità “segreta”, lo sgarbo di Frattura al Consiglio

AperturaSanità "segreta", lo sgarbo di Frattura al Consiglio

ATT. PEREGO E CATTANEO - OSPEDALE NIGUARDA REPARTO DI CARDIOCHIRURGIA MEDICI PAZIENTI INFERMIERI RIANIMAZIONE SANITA' - Fotografo: FOTOGRAMMA DEL PUPPO

di GIOVANNI DI TOTA

Sono passate due settimane da quando il commissario ad acta si è seduto davanti ai funzionari dei ministeri dell’economia e della salute, ai quali ha illustrato i contenuti del piano che riprogramma la sanità in Molise fino al 2018.
Il primo risultato evidente è che i tecnici hanno ritenuto ancora una volta insufficienti gli interventi programmati, altrimenti avrebbero consentito alla regione l’uscita dal cosiddetto piano di rientro dal deficit.
Nei giorni successivi al vertice, invece, Frattura e i suoi collaboratori più stretti hanno esultato per le risposte positive – hanno propagandato a destra e a manca – ottenute a Roma. Lo hanno fatto, peraltro, senza rendere noti i contenuti del programma. Frattura, fino a tutt’oggi, ne aveva enunciato i passaggi salienti solo a voce, nel corso delle assemblee con il personale del Veneziale e del Cardarelli. Anzi, aveva spiegato che avrebbe tenuto secretati gli atti fino alla seduta del consiglio regionale.
Nel frattempo alcuni passaggi fondamentali del suo programma erano diventati di dominio pubblico e oggetto di dibattito, di confronto e di protesta, tra tutti i sogg  etti coinvolti.
Buoni ultimi i consiglieri di palazzo Moffa, dove il commissario ad acta – che ricordiamo svolge le funzioni di assessore della sanità per conto del governo che lo ha nominato – non ha ritenuto, prima di oggi, di informare nessuno. In sostanza, il presidente della giunta, ha tenuto per se stesso le decisioni assunte da commissario, senza che nessuno della giunta o del consiglio avesse potuto dare un qualsiasi contributo. Le ha portate in aula a scatola chiusa: prendere o lasciare. Anzi, prendere e basta.
Una concezione della massima istituzione regionale a dir poco insolita. Mai si era verificato prima che il consiglio fosse tenuto all’oscuro di un piano che incide in modo così pesante e decisivo sulla vita di tutti i cittadini. Mai un presidente della Regione aveva avuto un atteggiamento così irriguardoso verso l’assemblea di palazzo Moffa.
Una chiusura al dibattito e alla partecipazione programmatica che, paradosso della politica, arriva da un presidente del partito democratico.
Ci è riuscito Paolo Frattura a sintetizzare in un solo gesto, chiudere i piani nel cassetto e sedersi sulla scrivania, una irrituale mancanza di sensibilità istituzionale e una poco democratica inclinazione al confronto politico e al dibattito aperto.

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