Dopo due mesi di formazione, per la prima volta in Molise andrà in onda il Tg Lis, il telegiornale nella lingua dei segni prodotto dal gruppo editoriale di Telemolise che fa capo a Quintino Pallante. Si parte lunedì, 20 aprile, alle 16:30. Un tg interamente realizzato da una redazione composta da quattro giovani laureati con disabilità, assunti con contratto di lavoro a tempo pieno. Michele Buscio, giornalista e interprete della lingua dei segni, Arianna Altieri giornalista praticante, Mariagrazia Mazzella, tecnico dei testi e Martine Monongoulu Hakuna, tecnico del montaggio. Tutor per la parte giornalistica Lino Venditti e Marta Martino e per la parte tecnica Luca Morena. Il tutto sotto la supervisione e il coordinamento del direttore di Telemolise Manuela Petescia.
“Il progetto rappresenta un’iniziativa di innovazione sociale e inclusione professionale nel settore dell’informazione, fondata – hanno spiegato i vertici dell’emittente – sull’autonomia editoriale e sul riconoscimento delle competenze dei professionisti coinvolti”.
La redazione cura in autonomia l’intero processo di produzione del telegiornale Lis, configurando un’esperienza che è molto innovativa nel panorama dell’informazione nazionale e internazionale come riportato anche dall’Agenzia Ansa, per la struttura che è stata creata, interamente composta da giovani laureati con disabilità inseriti in un contesto lavorativo stabile e organizzato.
L’avvio della messa in onda, lunedì pomeriggio, rappresenta dunque la fase operativa di un progetto presentato lo scorso 19 febbraio presso la Presidenza del Consiglio Regionale
“L’iniziativa – ha evidenziato il direttore di Telemolise Manuela Petescia – si inserisce nel più ampio tema dell’accessibilità dell’informazione e della valorizzazione concreta di giovani con disabilità nel mondo del lavoro. Sarò io stessa a condurre il telegiornale, quel primo giorno – ha continuato – e lo farò con l’animo pieno di gioia, perché sento di essermi dedicata con passione e con tenacia al progetto più bello della mia vita professionale”.



