di SILVIA VALENTE
Era il 28 dicembre del 1995 quando ci lasciava a Firenze Amedeo Trivisonno. A vent’anni dalla sua scomparsa i molisani non lo hanno dimenticato, non hanno dimenticato il nome di uno dei più grandi artisti della nostra terra, il pittore per eccellenza, il genius loci che meglio di altri ha saputo lasciare un segno nella storia dell’arte molisana. Tanti i suoi seguaci, nomi altrettanto noti nel panorama artistico locale, uno su tutti Leo Paglione, il suo allievo prediletto.
Trivisonno comincia giovanissimo la sua attività, studiando prima a Roma e poi a Firenze, ma il legame con la sua terra è forte e dopo il matrimonio torna in Molise e si stabilisce prima a Campobasso e poi a Isernia.
La fiorente attività lo porta ad aprire uno studio a Roma, ma un grave lutto familiare – la scomparsa della figlia – lo riporta in Molise. Il suo lavoro è conosciuto soprattutto per la produzione di opere a tema religioso e sono molti gli esempi in regione: ai grandi affreschi nelle cattedrali di Campobasso e Isernia, si affiancano le decorazioni nelle cappelle del Convitto Mario Pagano oltre agli interventi nelle chiese di molti paesi del Molise: Sepino, S. Giovanni in Galdo, Baranello, Venafro, S. Giuliano del Sannio, Fossalto, per citarne solo alcuni.
Ma l’estro del maestro supera i confini regionali: Benevento, Cerignola, Sassinoro ma è a Napoli che Trivisonno riceve il riconoscimento maggiore. Emilio Notte, artista controcorrente, insegnante fra l’altro di Antonio Pettinicchi, lo reclama come assistente di cattedra all’Accademia di belle arti cui affiancherà la sua attività di insegnante all’Istituto Magistrale di Campobasso. Indimenticabile la parentesi egiziana, al Cairo, un periodo che influenzerà molto la sua produzione conferendogli quel particolare tocco esotico che non gli fece mai abbandonare, però, la sua inclinazione al reale.
La Verità è il centro delle sue composizioni, dei suoi racconti pittorici, una qualità che in molti gli hanno invidiato e che hanno cercato di copiare. Per celebrare una figura così importante è nato di recente anche un comitato che porta il suo nome, un gruppo che porta avanti una serie di iniziative, fra visite guidate e convegni, per far scoprire il lavoro del maestro molisano. Fra le attività, una raccolta fondi per restaurare l’affresco degli Evangelisti nella chiesa di S. Maria della Croce a Campobasso. «Vogliamo ricordare l’artista campobassano che con il suo genio ha cosparso i luoghi di una bellezza che non è mai fine a se stessa e rappresenta uno spunto di riflessione»; con queste parole il comitato vuole omaggiare Amedeo Trivisonno nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa.



