Home Apertura Morte sospetta di un detenuto del carcere di Isernia, effettuate prove irripetibili nelle celle sequestrate
Apertura - Attualità - Evidenza - QD - Regione - 26 Novembre 2014

Morte sospetta di un detenuto del carcere di Isernia, effettuate prove irripetibili nelle celle sequestrate

Dopo un breve colloquio davanti al carcere di Isernia, gli agenti della Squadra mobile di Campobasso e della Polizia scientifica di Napoli (nella foto) si sono messi al lavoro nelle due celle poste sotto sequestro. La prima è quella dei due detenuti napoletani indagati, l’altra è quella di Fabio De Luca, il 45enne romano che ha perso la vita. Gli esami irripetibili sono stati effettuati alla presenza dell’avvocato dei familiari della vittima, Salvatore Galeazzo, e di quello degli indagati, Nicola Bonaduce. Sono state effettuate verifiche più approfondite con il luminol per cercare eventuali macchie di sangue, oppure altre tracce biologiche invisibili a occhio nudo che possano fornire un quadro più chiaro di quanto accaduto agli inizi di novembre, quando cioè De Luca è entrato nella cella dei due detenuti per uscirne poco dopo in fin di vita. Su questa vicenda il procuratore capo di Isernia Paolo Albano, che segue il caso insieme al sostituto Marco Gaeta, non si sbilancia. Preferisce non parlare, data la delicatezza del caso, ma ha comunque assicurato che “si sta facendo tutto il possibile per arrivare alla verità”. Certo è che le cose si sono complicate per gli indagati, due napoletani di 43 e 24 anni. Anche se il reato ipotizzato nei loro confronti è sempre lo stesso – morte o lesioni come conseguenza di altro delitto – dopo l’autopsia effettuata dal medico legale Vincenzo Vecchione le indagini sembrano aver preso tutt’altra direzione. I primi risultati – ma la perizia definitiva sarà depositata solo a gennaio – parlano di traumi alla testa non compatibili con una caduta accidentale. De Luca non sarebbe cioè caduto dal letto a castello, bensì sarebbe stato vittima di un’aggressione. Non è escluso che nei prossimi giorni l’inchiesta si allarghi, coinvolgendo altri soggetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Coronavirus, nuovo aumento di positivi: 56 casi dai 577 tamponi, 12 le persone guarite

Ancora una impennata di nuovi positivi in Molise. Dai 577 tamponi processati nelle ultime …