La scomunica lanciata in Calabria da Papa Francesco a esponenti di mafia e ‘ndrangheta ha sollevato le reazioni dei detenuti dell’alta sicurezza del carcere di Larino. <<Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati>> le parole di Bergoglio pronunciate a Sibari. Non a caso nel penitenziario in tanti hanno chiesto chiarimenti al cappellano e se in sostanza abbia ancora senso, per loro, partecipare alla messa. Secondo l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Bregantini, si tratta <<di una cosa sorprendente, che conferma quanto il Papa, parlando, incida nelle coscienze>>. In quindici giorni i detenuti dell’alta sicurezza hanno incontrato il cappellano, don Marco Colonna, che ha voluto però circoscrivere i contorni della vicenda finita sui riflettori nazionali escludendo <<scioperi della messa o proteste dei detenuti>>.
I detenuti hanno incontrato anche il vesvoco della Diocesi di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, che doveva celebrare una messa in carcere.
Intanto in una nota, il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria smentisce la notizia, definendola priva di ogni fondamento.
«Il clamore mediatico di questa falsa notizia sta ingenerando preoccupazioni nei detenuti, che temono inasprimenti e reazioni rispetto ad un fatto che, ripeto, non è accaduto -ha dichiarato – Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato – I poliziotti penitenziari di Larino ci hanno confermato che la situazione non è affatto quella che è stata rappresentata dal Vescovo. Non c’è stato cioè nessuno sciopero dalla Santa Messa e la situazione interna è assolutamente tranquilla e sotto il controllo della Polizia Penitenziaria -ha aggiunto – Qualsiasi indagine interna e ministeriale lo potrà accertare. Ora i detenuti stanno contattando le famiglie per tranquillizzarle su quel che è stato detto su giornali e tv che, ripeto, non è affatto avvenuto”, ha concluso Capece.




