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mercoledì, Maggio 6, 2026

Ricostruzione, imprese ancora in attesa dei pagamenti. Intanto i cittadini protestano: “Siamo disperati”

AttualitàRicostruzione, imprese ancora in attesa dei pagamenti. Intanto i cittadini protestano: "Siamo disperati"

di FABRIZIO OCCHIONERO Quasi dodici di attesa per le famiglie che hanno perso una casa a causa del terremoto del 2002 e oggi vivono ancora nelle casette di legno o a proprie spese in affitto. Per molti i lavori sono iniziati, altri ancora aspettano l’apertura del cantiere tra mille disagarci. Il grido di protesta si alza ancora una volta dal villaggio di Bonefro, simbolo della provvisorietà e dei ritardi del post-sisma. <<Siamo terremotati disperati>> si sfogano in una lettera gli abitanti delle casette. <<Stanchi – affermano – di promesse non mantenute, chiediamo che al più presto riprendano i lavori perché la situazione è al limite del tollerabile>>. I cittadini parlano di un continuo rimpallo di responsabilità tra amministratori regionali, agenzia di protezione civile, amministratori locali, tecnici e imprese con la conseguenza – sottolineano – che i lavori di ricostruzione sono fermi da oltre un anno. Intanto le imprese del cratere fanno sapere che il governatore Frattura ha assicurato a una loro rappresentanza di voler <<onorare tutti i pagamenti relativi alle opere già eseguite>> e aspettano il 10 giugno come data indicata dal Presidente per una prima tranche e quindi la fine del mese per il saldo di tutti i lavori pregressi. Le ditte hanno quindi annunciato che <<Nonostante le enormi ristrettezze causate da lavori eseguiti e non ancora pagati sono pronti a riprendere subito dopo i lavori sospesi>>. Da parte loro i cittadini terremotati hanno chiesto un incontro chiarificatore e – in mancanza di risposte definitive – sono pronti a organizzare azioni di protesta più incisive. i che ormai sono diventati ordinari e ci sono diversi anziani che in una casa nuova di zecca non hanno fatto in tempo a rientrarci. Il grido di protesta si alza ancora una volta dal villaggio di Bonefro, simbolo della provvisorietà e dei ritardi del post-sisma. <<Siamo terremotati disperati>> si sfogano in una lettera gli abitanti delle casette. <<Stanchi – affermano – di promesse non mantenute, chiediamo che al più presto riprendano i lavori perché la situazione è al limite del tollerabile>>. I cittadini parlano di un continuo rimpallo di responsabilità tra amministratori regionali, agenzia di protezione civile, amministratori locali, tecnici e imprese con la conseguenza – sottolineano – che i lavori di ricostruzione sono fermi da oltre un anno. Intanto le imprese del cratere fanno sapere che il governatore Frattura ha assicurato a una loro rappresentanza di voler <<onorare tutti i pagamenti relativi alle opere già eseguite>> e aspettano il 10 giugno come data indicata dal Presidente per una prima tranche e quindi la fine del mese per il saldo di tutti i lavori pregressi. Le ditte hanno quindi annunciato che <<Nonostante le enormi ristrettezze causate da lavori eseguiti e non ancora pagati sono pronti a riprendere subito dopo i lavori sospesi>>. Da parte loro i cittadini terremotati hanno chiesto un incontro chiarificatore e – in mancanza di risposte definitive – sono pronti a organizzare azioni di protesta più incisive.

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