Gli Indignati sono tornati in piazza, e lo hanno fatto in un luogo simbolo: davanti al Palazzo di Giustizia di Campobasso. Tra gli striscioni anche uno raffigurante i volti di Falcone e Borsellino, “perché crediamo nelle Istituzioni e nella Magistratura”, hanno detto.
Nel mirino del comitato i privilegi della casta, “una classe politica che non ci rappresenta”. Tante le vertenze aperte in Molise, troppi i dipendenti rimasti senza lavoro e senza stipendio. La morsa della crisi si stringe sempre di più ed attanaglia famiglie, imprese, giovani costretti a lasciare la regione. E poi la sanità, che sembra essere un privilegio di pochi, nonostante una pressione fiscale tutt’altro che alleggerita.
Questo il grido di allarme lanciato dagli Indignati, una situazione per nulla rassicurante, di cui nessuno si fa carico.
Sono scesi in piazza per chiedere l’approvazione delle legge di iniziativa popolare per il dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali, e la conclusione dell’inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari di Palazzo Moffa, inchiesta tuttora in corso al vaglio della Magistratura.
“Troppo alti gli stipendi dei consiglieri, hanno denunciato. “Molte Regioni sono già intervenute sui costi della politica, ma in Molise tutto è fermo. Così come, nel resto d’Italia, sono diverse ed all’ordine del giorno le inchieste sulle cosiddette ‘spese pazze’ dei gruppi consiliari. Non è più possibile – hanno concluso – assistere ad un tale sperpero di denaro pubblico, mentre i cittadini molisani stentano ad arrivare alla fine del mese”.
Il comitato ha annunciato che al momento non sono previste altre manifestazioni, ma proseguiranno nella loro battaglia contro i privilegi della casta.
M.D.U.



