Si sono presentati davanti alla sede del Consiglio regionale, tutti con un cappio al collo, ad indicare lo stato di disperazione in cui si trovano da mesi.
Sono i dipendenti dell’Ittierre, che stanchi delle promesse, degli annunci, hanno deciso di rivolgersi direttamente alla Regione per avere risposte sul loro futuro e su quello dell’azienda tessile. Una cinquantina davanti ai cancelli, circa venti quelli ricevuti dal presidente nella saletta attigua all’aula consiliare.
A Niro i dipendenti hanno consegnato un articolato documento che, oltre a ripercorrere le tappe della crisi che ha travolto l’azienda di Pettoranello, pone domande ben precise su ciò che la Regione può fare, con quali strumenti intenda intervenire per tutelare i posti di lavoro e soprattutto rilanciare l’azienda.
Domande alle quali il presidente Niro ha risposto con estrema franchezza: la Regione non ha soldi e soprattutto non può intervenire in maniera diretta,  non avendo la partecipazione nella società , nonostante abbia sottoscritto una fidejussione da 12 milioni di euro.
L’unica cosa che Niro ha potuto promettere è la convocazione di un Consiglio regionale monotematico sulla crisi Ittierre.
Per il resto ha invitato tutti a collaborare per tentare di trovare una soluzione condivisa. «Se continuiamo in questo modo econ un debito sulle spalle della Regione di 1 miliardo di euro – ha detto – l’annessione è cosa certa. Dobbiamo decidere solo con chi andare».
Una situazione grave, estremamente preoccupante, quella ribadita dai dipendenti che ora sperano nell’incontro in programma per venerdì prossimo tra i sindacati e il presidente della Regione.
Ma nel frattempo, restano i dubbi sull’operazione Ikf che secondo i lavoratori non avrebbe lo scopo di rilanciare l’azienda .
La riunione era sul punto di chiudersi quando è arrivato il senatore Roberto Ruta che invece, a riguardo della proposta dell’Ikf ha invitato le parti a non escluderla, anche perché al momento è l’unica sul tavolo.
«Penso ad un piano nel quale si uniscano gli interessi: quello della Regione, dell’Ikf per dare vita ad un progetto completamente diverso – ha spiegato – Non parlerei di cessione del ramo d’azienda ma di acquisizione».
Insomma, mettere in campo una strategia più ampia che possa far ripartire l’azienda tessile di Pettoranello.
Intanto la prima tappa è rappresentata dal vertice di venerdì Regione-sindacati. E’ da lì che si capirà quale sorte toccherà all’Ittierre.




