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sabato, Maggio 2, 2026

Capannone di Trivento, i ladri fanno il bis. Si ipotizza un furto su commissione

AperturaCapannone di Trivento, i ladri fanno il bis. Si ipotizza un furto su commissione

di Giovanni di Tota

Ognuno di quei macchinari pesa più di un quintale. Centodieci, centoventi chili di una lega particolare di bronzo e ottone che oltre a disegnare i diversi formati conferisce alla pasta un sapore particolare.

Sul mercato hanno un valore relativo, a meno che non debbano essere impiegati per la stessa ragione e questo vuol dire che il furto avvenuto a Trivento aveva un committente.

Ma il giorno dopo l’incursione a piana d’Ischia, i ladri sono tornati sul posto e hanno portato via ciò che era rimasto nel capannone utilizzato, fino a poco tempo fa, dal marchio Colavita per realizzare la pasta.

Fino alle cinque del pomeriggio, nello stabilimento c’è stato un via vai di persone. Soprattutto i carabinieri del posto che hanno effettuato i rilievi, poi gli addetti al capannone, per una sorta di inventario in base al quale stabilire con esattezza cosa i ladri avevano portato via. Una quarantina, fino a quel momento, di profilati e di cavi in rame.

Chiuso il capannone, c’è stato un buco di qualche ora, in attesa che sul posto arrivasse la vigilanza. Ed è in quello spazio di tempo che, nel buio di piana d’Ischia, i ladri sono tornati in azione e hanno fatto piazza pulita.

E’ evidente, a questo punto, che chi ha commesso il furto la scorsa notte è rimasto quantomeno nei paraggi. Ma ora i carabinieri lavorano anche sull’ipotesi di un basista e non escludono altre piste. Tra danni e materiale portato via, il colpo si aggira attorno al mezzo milione. Il capannone, di proprietà della curatela fallimentare della ditta che fino a poco tempo fa ha lavorato prodotti in farro, è ora solo una scatola vuota.

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