di ANNA MARIA DI MATTEO
Dura presa di posizione dell’ex govenatore che addebita alla Giunta regionale la responsabilità del fallimento delle trattative con il gruppo dei Leocata per l’acquisizione dell’azienda avicola
Il ciclone Iorio, tanto per restare in tema meteorologico, si è abbattuto con veemenza sul presidente Frattura. L’ex governatore ha incontrato i giornalisti per dire la sua su tutto quello che sta accadendo in Molise negli ultimi mesi. L’affondo è durissimo. Ha preso spunto dalla vicenda Gam Iorio per denunciare tutte le inadempienze, gli errori, del governo regionale di centrosinistra in relazione alla soluzione della vertenza. “La chiusura dell’impianto di Bojano è il degno corollario dell’operato e delle promesse del governo regionale – ha attaccato – Abbiamo assistito in questi mesi ad una ridda di promesse e di ‘idee’ di risoluzione della problematica a costo zero da aspiranti stregoni che dal cilindro tiravano via via le magiche soluzioni, cadute poi una ad una”. L’ex governatore, ha addebitato responsabilità ben precise all’esecutivo regionale sul fallimento delle trattative con l’Avimec. “Il governo è riuscito a far scappare questo partner – ha accusato Iorio – perché ci sono voluti nove mesi per la decisione e l’espletamento di una gara ad evidenza pubblica, per poi accorgersi alla fine che non c’era più la filiera, né c’era l’accordo con Leocata per il corrispettivo del servizio di macellazione”.
Per I’ex presidente dunque il risultato di tutto “è la chiusura della filiera, spazientita dalle continue promesse, e dello stabilimento per scelta politica”. Iorio su questo punto è stato durissimo: “La chiusura a quanto si è appreso sarebbe motivata dalla scarsa sicurezza sul lavoro dell’impiantistica generale – ha detto – Prima della chiusura la Gam macellava la bellezza di 20mila polli a settimana per un equivalente di 3 ore a settimana di funzionamento degli impianti. La prima domanda che sorge spontanea – si è chiesto – è: questo ritmo ‘ossessivo’ di lavoro non era compatibile con una manutenzione straordinaria che mettesse intanto in sicurezza i pochi impianti in uso? O c’è dell’altro dietro la chiusura? Ad esempio la mancanza di materia prima?” Infine la bocciatura dell’idea lanciata dal governatore Frattura di andare avanti con una cooperativa: “E’ l’ennesima promessa che non troverà alcun riscontro. La realtà è una sola: hanno preferito chiudere la società per non prendersi la responsabilità di continuare ad investirci”.




