È stato un riconoscimento agli sforzi della comunità internazionale di mettere pace in Siria, il Paese martoriato da due anni di guerra civile nata con la primavera araba, l’estate scorsa minacciato di raid Usa dopo un attacco chimico sui civili e per questo al centro della tensione diplomatica fra Washington e Mosca nel settembre scorso. Il Premio Nobel per la Pace 2013 è stato così assegnato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw): si conferma l’anticipazione della tv pubblica norvegese. I giurati di Oslo, che decidono il Nobel per la Pace, hanno così premiato i tecnici che ora e nei prossimi mesi lavoreranno allo smantellamento dell’arsenale chimico del presidente Assad messo sotto accusa dalla comunità internazionale dopo l’eccidio di 1400 persone in un sobborgo di Damasco il 21 agosto scrtos. Un approccio molto diverso da chi proponeva il premio Nobel al presidente russo Putin, attore interessato delle vicende siriane con un’analisi di Alberto Negri



