Sono passati quasi tre anni dalla tragedia che è costata la vita a Giovanni Di Caprio, 25 anni di Isernia, ma il procedimento giudiziario resta ancora arenato nella fase preliminare. Superato lo scoglio del doppio incidente probatorio, oggi al tribunale di Isernia si doveva decidere sull’eventuale rinvio a giudizio delle sette persone indagate per l’esplosione che il 5 maggio del 2010 sventrò la palazzina di Pesche. E invece anche oggi si è registrato l’ennesimo rinvio, perché il giudice per le udienze preliminari Antonio Ruscito nel frattempo è stato nominato Gip. L’udienza è stata così aggiornata al 27 giugno. Il caso sarà probabilmente affidato al giudice Roberta D’Onofrio, salvo eventuali incompatibilità, ancora da valutare. Questo rinvio, oltre a deludere i familiarie del 25enne, ancora in attesa di conoscere la verità, la dice lunga sulla situazione di profondo disagio che sta vivendo il tribunale di Isernia. L’organico è ormai ridotto all’osso: alcuni giudici sono stati già trasferiti, mentre altri hanno ormai la valigia pronta. Come se non bastasse, in questi giorni alcune voci danno per certa anche la partenza del presidente del tribunale Guido Ghionni: dovrebbe andare a ricoprire lo stesso incarico al palazzo di giustizia di Benevento. Nei mesi scorsi – grazie alle sollecitazioni dell’Associazione nazionale magistrati del molise, Enzo Di Giacomo, e del presidente dell’Ordine forense di Isernia, Marciano Moscardino – i vertici del Consiglio superiore della magistratura avevano garantito il proprio impegno per risolvere il problema della carenza d’organico, inviando nel capoluogo giudici di prima nomina, i cosiddetti uditori. Ma almeno fino a oggi a Isernia non s’è visto nessuno. E i rinvii delle cause da eccezione stanno quasi diventando la regola.

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