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martedì, Aprile 16, 2024

La ricetta dell’eco-vino? Fotovoltaico e metano

Ambiente e territorioLa ricetta dell’eco-vino? Fotovoltaico e metano

Chi l’ha detto che scommettere sull’ambiente è costoso e non conveniente, e che i prodotti «eco» sono più cari o una semplice operazione di marketing per imbrogliare il consumatore? Chi la pensa così sarà il caso che faccia due chiacchiere con Guecello di Porcia, 41 anni, di mestiere imprenditore agricolo e – incidentalmente -conte e discendente di una famiglia che a Porcia, in quel tratto di Friuli che confina con il Veneto, è presente dal lontanissimo 1181. Ebbene, il conte Guecello è la dimostrazione vivente che l’ambiente può essere benissimo un affare che va a vantaggio di tutti.

La storia è questa. Tre anni fa, con un investimento importante, 5 milioni e mezzo di euro, nella grande azienda dei Principi di Porcia (900 ettari dove si produce vino, latte e cereali, www.porcia.com) sono state realizzate: primo, una centrale idroelettrica che sfruttando un salto naturale garantisce il fabbisogno energetico del Castello di Porcia e delle sue cantine. Secondo, installati 2.500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che coprono il consumo elettrico della Fattoria di Azzano. Terzo, sono stati costruiti degli impianti per la produzione di biogas, cioè metano, che nasce dalla fermentazione degli scarti di produzione delle colture, della vinaccia da viticoltura e dei rifiuti zootecnici (ci siamo capiti…) dell’allevamento bovino. Il metano «naturale» alimenta una centrale elettrica da ben 1 megawatt, il fabbisogno di tremila famiglie, che non solo rende l’azienda agricola completamente autosufficiente, ma che essendo collegata alla rete elettrica permette di vendere con notevole profitto l’energia in eccesso. Gli scarti della centrale a biogas? Vengono riversati sui campi, sono un ottimo fertilizzante. Solo su questa voce la tenuta risparmia centomila euro l’anno. Non ci sono né rumori né odori.

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